martedì 29 marzo 2011

Guerra al telemarketing: nasce il Registro pubblico delle opposizioni

Quante volte vi è capitato di rispondere al telefono e sentirvi dire dall'operatore di turno "gentile cliente, la chiamiamo per informarla che stiamo facendo una promozione ecc"? Si tratta la maggior parte delle volte di offerte astruse in cui ti chiameranno per dirti che è disponibile la nuova versione supermegaultrahd del decoder della taldeicieli compagnia e per la nuova offerta iperconveniente -per loro ovviamente- sul traffico telefonico della ex-concessionaria pubblica, ormai completamente privata, oppure sulle mirabolanti, sfavillanti prestazioni telematiche della nuova linea internet consigliata personalmente dall'ottavo re di Roma, con annessa consorte iena al seguito. Ma a noi comuni mortali, insofferenti all'ondata di inutile consumistica falsobisognoindotta tecnologia o altro, cosa ce ne importa? Sicuramente poco. Anzi, il più delle volte ci girano le palle come pochi. Perché queste telefonate sono invadenti e fastidiose.

Esempio del caso: oggi hanno chiamato a casa mia 6 volte nel giro di 2 ore. Telecom. Ogni volta che rispondevamo al telefono cadeva la linea. Ad intervalli regolari di 20 minuti, ecco di nuovo che squilla il telefono. Dopo 5 tentativi si riesce a parlare e, naturalmente, parte automatico lo sfanculamento dell'operatrice di turno. Poveretta, dice che non è colpa sua, che le chiamate partono in automatico dal centralino e che il loro compito è solo quello di rispondere una volta attivata la comunicazione.
Fatto sta che è una forte rottura ricevere questo tipo di chiamate. La colpa di questa situazione è dovuta maggiormente alla totale anarchia che vigeva nella regolarizzazione di questo tipo di settore. Frequenti sono stati anche i richiami fatti all'Autorità garante, nonché gli esposti fatti dalle varie associazioni dei consumatori.
Perché uso il verbo al passato? Perché da poco tempo a questa parte, a quanto pare, è possibile modificare in parte questa situazione per non ricevere più chiamate pubblicitarie indesiderate. Il d.l. 178 del 7 settembre 2010 ha permesso la creazione di un Registro pubblico delle opposizioni, a cui bisogna iscriversi per mettere fine a queste telefonate.
La legge è alquanto infima. Di sicuro mette un po' d'ordine in questo settore, ma in fin dei conti risulta monca rispetto a quello che si sarebbe potuto ottenere.

Innanzitutto la questione pubblicistica. Quante persone sono al corrente dell'esistenza di questo albo pubblico "per la difesa dell'utente"? Sicuramente solo i più informati. Nel decreto, all'art.11, è prevista una campagna di informazione e pubblicizzazione del registro ed è previsto inoltre che siano gli stessi operatori telefonici a dover informare i loro utenti attraverso specifici strumenti. Voi ne avevate sentito parlare? Io no. Vi hanno chiamato per dirvi che potete usufruire del diritto di non ricevere chiamate pubblicitarie? Macché. A me chiamano solo per appiopparmi qualche fantomatica offerta.

Seconda questione, le modalità di tutela. L'iscrizione all'albo prevede che le chiamate pubblicitarie cessano, dopo l'apposita iscrizione, solo da parte di quelle aziende che trovano il nostro numero tramite l'elenco telefonico pubblico. Ma quelle ricevute dalle aziende con cui abbiamo un contratto, con relativo numero di telefono ed autorizzazione al trattamento dei dati personali, quelle no. Ce le dobbiamo tenere. In pratica, avete un'offerta telecom? Vi possono ancora chiamare per altre offerte perché avete sottoscritto un contratto. Avete una tessera di un centro commerciale, di una palestra o cose del genere? Anche loro vi possono chiamare, in base alla sottoscrizione dell'autorizzazione al trattamento dei dati personali. Non solo, in casi di questo tipo, spesso firmiamo anche l'autorizzazione al trattamento dei dati personali per conto terzi. Il che significa che un'azienda può passare il nostro numero di telefono ad altre aziende e queste potranno chiamarci per le loro offerte. Anche in questo caso la nuova legge ci dice che ce le dobbiamo tenere. Quindi avete firmato un patto col diavolo con questo tipo di aziende? Cazzi vostri. La legge prevede che dovete sbrigarvela da soli, iscrivendovi ad altri appositi registri creati per ogni caso particolare.

Terza caso non chiaro del decreto, i tempi di attuazione. Esso afferma che l'iscrizione al registro avverrà "nel più breve tempo possibile". Il chi significa che finché non verrano svolte tutte le trafile burocratiche del caso, saremo ancora esposti a queste fastidiose chiamate.

Ultima questione, il valore estrinseco di tale decreto. I fattori sopra richiamati e il fatto stesso di aver istituito un registro apposito per tali opposizioni fa sì che sia legalizzato il principio al libero disturbo della privacy. Cioè, in barba ad ogni valore di rispetto della riservatezza, si fa passare per normale il principio del telemarketing, legalizzandolo. Il d.l. 196 del 30 giugno 2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali, che potete trovare qui) afferma chiaramente, all'art.7, 4° comma, che «l'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:
a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.»
Con il decreto attuale invece si passa a una situazione in cui l'interessato ha il dovere, per legge, di ricevere qualsiasi chiamata commerciale, ma ha anche il privilegio di potersi iscrivere in un registro così da poter essere escluso, in parte, da questo meccanismo infernale messo in moto dalle aziende, col tacito consenso dei governi di turno. In pratica con questo decreto il principio della riservatezza viene fatto decadere di fronte agli interessi economici delle varie aziende. Alla faccia di noi poveri cittadini.

Cosa fare allora? Nel caso specifico, in vista di un futuro eventuale rimaneggiamento della normativa maggiormente rivolto alla tutela della privacy, meglio iscriversi a tale registro. Almeno, nel momento in cui diverrà pienamente operativo, ridurremmo queste fastidiosissime chiamate. Se le chiamate di disturbo dovessero proseguire numerose, iscriversi poi ai registri che verranno creati per le singole aziende. Nel frattempo, potete anche segnarvi su un foglio gli operatori recidivi e le modalità e i tempi con cui vi chiamano, per poi fare un esposto all'autorità Garante o una denuncia attraverso le diverse associazioni dei consumatori.
Insomma, far sentire la nostra voce e ricordare a tutti che prima di essere consumatori, siamo cittadini. E in quanto tale dobbiamo essere tutelati ed essere messi al riparo dalle ingerenze di queste fottutissime aziende che cercano in qualunque modo di spillarci soldi.

Per quanto riguarda il Registro pubblico per le opposizioni, è possibile registrarsi via internet, visitando questo indirizzo.
Per ogni altro chiarimento sulla normativa a tutela della riservatezza dei dati personali, nonché per i contatti utili a segnalare qualsiasi violazione, si veda il sito dell'Autorità garante della privacy.

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