mercoledì 16 marzo 2011

Le favolette sull'energia nucleare, l'informazione dell'uomo qualunque e la disinformazione dei premi Nobel

Nucleare: ecco perché l'Italia non può fermarsi. Titola così una lettera aperta pubblicata stamane sul portale Libero, più precisamente all'interno del magazine on-line Affari Italiani. È uno di quei tipici interventi che dovrebbero mostrarsi scientifici e aprire gli occhi davanti alla tantissima disinformazione antinuclare presente in rete. Queste almeno sono le intenzioni di chi lo ha pubblicato: «Ho deciso di scrivere questo articolo conscio di espormi al pubblico ludibrio per fare chiarezza sul mare di imprecisioni e castronerie scientifiche che ho letto negli ultimi giorni sulla questione nucleare». Così recita il lead del pezzo.
Certo, un premio nobel per la fisica dice solo "castronerie" sul nucleare. Ma procediamo con ordine.

Primo punto. «Nelle vecchie centrali (quelle giapponesi per intenderci), una volta innescata la reazione nucleare nel materiale fissile, tutto ciò che l'uomo può fare è di cercare di "tenerla a bada", soffocando la reazione con diversi stratagemmi. [...] Le centrali di terza o meglio ancora di quarta generazione sono diverse a partire dal principio di funzionamento. Il core è progettato con la tendenza allo spegnimento. Per tenerlo acceso è necessario il continuo intervento umano.» Prima obiezione. Le centrali nucleari giapponesi sono di vecchia generazione? Il Giappone in quanto a ricerca ed investimenti tecnologici è ai primi posti al mondo. Se non sono state costruite lì le centrali di nuova generazione, come ce lo possiamo aspettare in Italia, uno dei pochi paesi sviluppati al mondo dove la ricerca non è finanziata, non si investe nelle innovazioni e c'è la forte presenza della criminalità organizzata nel tessuto produttivo? Ah già dimenticavo. Ce lo ha assicurato la nostra ministra per l'ambiente. Ha detto che le centrali in Italia saranno più avanzate e più sicure di quelle giapponesi. Prima di difendere a spada tratta queste nuove centrali di ventordicesima generazione, magari si dovrebbe fare un po' di analisi sui costi e soprattuto sulla loro fattibilità in Italia. Che non sembra dare adito a spiragli ottimistici.

Secondo Punto. «Un' altra informazione che sfugge ai più è la natura "pulita" delle centrali di quarta generazione. Significa che queste nuove centrali bruciano anche più del 90% del carburante fissile. [...] Il 10% di scorie prodotte sono diverse. Le scorie delle vecchie centrali, impiegano circa 10.000 anni a perdere radioattività. Le scorie delle nuove centrali impegano solo 200 anni a diventare innocue.» Ah beh, certo. Allora se queste nuove scorie impiegano solo 200 anni a diventare innocue il discorso sì che è diverso. Che siano 1000, 200 o 10 anni, stiamo parlando sempre di scorie nucleari, ALTAMENTE DANNOSE per l'ambiente e per l'uomo. Dire che ci impiegheranno di meno a diventare innocue non ha senso. È come dire ad un fumatore che hanno inventato un tipo di tabacco che invece di far venire il tumore ai polmoni dopo 40 anni di vita, glielo farà venire dopo 50. E lo si spingerà a comprare questo prodotto che ALLEVIA gli effetti mortali. Sarebbe più semplice farlo smettere di fumare, no? Stesso discorso vale per le centrali. Invece di fare delle centrali meno pericolose, non le si fa. Semplice.

L'articolo prosegue poi con una parte più tecnica in cui si fanno delle stime delle diverse forme di energia in base a fattori come fattibilità geografica, politica e ecosostenibilità, che vi rimandiamo a leggere.
Quarto punto. «Se dovessimo costruire installazioni che utilizzino tutte queste forme di energia alternativa, non saremmo comunque in grado di sostenere il fabbisogno energetico nazionale. Ricordatevelo però quando andate a votare!». Ci si riferisce in questo caso alle energie rinnovabili. Probabilmente, PROBABILMENTE, allo stato attuale delle cose può anche essere vero. Ma mettiamo il caso che sia verità assoluta. Investendo sulle rinnovabili e facendo ricerca arriveremo ben presto ad una situazione diversa. Saranno sviluppati dei sistemi capaci di produrre ed immagazzinare energia rinnovabile spendendo meno e sostenendo anche di più del fabbisogno nazionale. L'esempio della Puglia è il migliore. La Puglia esporta l'82% della sua produzione energetica. E le rinnovabili (il fotovoltaico in particolare) sono le prime forme di produzione di energia. La questione non è se le rinnovabili soddisfino il fabbisogno energetico. La questione è investire nelle rinnovabili in modo che in futuro lo possano soddisfare. D'altronde è lo stesso meccanismo per cui l'autore dell'articolo parla delle centrali di quarta e quinta generazione. Hanno pagato per fare ricerca sul nucleare. Che qualcuno cominci a sborsare soldi seriamente anche per le rinnovabili.

In conclusione dell'articolo c'è poi questa frase alquanto misteriosa, a mio avviso: «l'incidente della centrale di Fukushima non rappresenta una sconfitta del nucleare ma una sua vittoria. Il fatto è che la gente tende a decontestualizzare l'episodio dimenticandosi che è avvenuto su un isola che ospita un totale di 55 centrali nucleari di prima generazione (vecchie 40 anni) colpita da un terremoto colossale e devastata da uno Tsunami di proporzioni bibliche.» In pratica dovrebbe essere l'eccezione che conferma la regola. Solo una centrale sta rischiando di provocare un olocausto nucleare. Poteva andare peggio perché potevano scoppiarne 30. Questa sì che si chiama sicurezza! Adesso sì che mi sono convinto che le centrali nucleari sono sicure! Si fa un mero calcolo statistico, dimenticando invece che i danni che provocherà quella centrale, quella unica centrale su 55 presenti, avrà effetti devastanti sul territorio, sull'uomo e sull'ambiente.

Su un unico punto sono totalmente d'accordo: «eppure basterebbe porre un minimo di attenzione per ridurre i nostri consumi anche del 40% senza dover cambiare drammaticamente il nostro stile di vita.» Verissimo. Se tutti stessimo più attenti a fare un uso più saggio dell'energia non avremmo bisogno di tutto questo. E in quel caso basterebbe davvero poco per mantenere il nostro stile di vita senza vampirizzare le risorse naturali della Terra.

Una cosa rimane da chiarire però. L'autore della lettera è un certo Roberto Preatoni, presentato in qualità di  "commentatore tecnologico". Quindi in qualità di cosa parla? È un tecnico nucleare? Un rappresentante di qualche compagnia energetica? Cercando un po' in rete ho trovato questo. Se non è un caso di omonimia è l'unico che può essere accostato alla qualità di commentatore tecnologico. Solo che tal Preatoni, a quanto pare, è un esperto di sicurezza informatica. Quindi non capisco perché debba darci la sua illustre opinione a riguardo, spacciandola per oggettività, se col campo scientifico in questione non ha niente a che fare. Il redattore di Affari Italiani sarebbe dovuto essere più chiaro. Ci stai fornendo un'opinione? Almeno spiegaci chi è che ci sta parlando, così che noi possiamo poi verificarne l'attendibilità. Ma magari mi aspetto troppo dalla deontologia di questo magazine. Anzi sicuramente mi aspetto troppo, data la qualità di determinati articoli complottistici. Più attendibile mi pare invece il parere di Carlo Rubbia, Premio Nobel per la fisica nel 1984. Ho ascoltato il suo intervento nell'edizione delle 19 del Tg3 di oggi. Ma non l'ho ancora trovata in rete. Il suo pensiero però è così riassumibile: il nucleare è una forma di energia sbagliata se paragonata alle fonti rinnovabili. Ho invece trovato quest'altro video, un po' più vecchiotto. Ma è esplicativo lo stesso sul perché il nucleare in Italia non è da prendere in considerazione.

 

Davanti a tutto questo, le risposte della ministra per l'ambiente nell'interrogazione parlamentare di oggi sono state le solite. Anzi con due novità. Il governo costruirà le centrali nucleari solo nelle regioni che si dichiareranno a favore. In pratica solo in Campania e Calabria (chissà se le parole camorra e ndrangheta dicono niente in questo contesto), visto che tutti gli altri governatori regionali, anche di destra, si sono dichiarati fermamente contrari. E poi la Prestigiacomo ha aggiunto anche che le priorità del governo sono la salute e la sicurezza. Ma guarda un po'. Proprio i due motivi per cui sono sconsigliate le centrali nucleari rispetto alle altre forme di energia. Quindi mi pongo una domanda: ma sono stupidi loro oppure considerano i cittadini italiani dei benemeriti coglioni? Ai posteri che sopravviveranno l'ardua sentenza.

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