martedì 15 marzo 2011

Nel mare magnum della rete

Sono anni che sento parlare di blog, post, blogosfere e quant'altro. Sinceramente ho sempre avuto delle riserve su questo new media e sulla sua presunta capacità di "dar voce a tutti", come se tutti improvvisamente avessero sentito il bisogno di far sentire la loro voce dopo anni di silenzio. Una nuova democraticità che però ha fatto crescere smisuratamente solo le opinioni e ha fatto venire meno il ruolo degli intermediatori. Come a dire: parliamo, tanto prima o poi qualcuno ci ascolterà. Sempre se a qualcuno freghi qualcosa delle cose che diciamo. Allora siamo tutti diventati graforroici. Basta scrivere. Consegniamo alla memoria della rete tutto quel che ci passa per la mente. Non fa niente se poi ciò che scriviamo è banale, scontato, stupido o solo sgrammaticato. L'importante è esserci.
Detto questo, perché un blog? La risposta non è pervenuta. Le possibilità ci sono offerte. Google mette al servizio degli internauti, in maniera completamente libera, questo modo di esprimersi. Allora proviamolo. Senza particolari motivi. Oltretutto se ne dice un gran bene. Non del servizio di Google (anche), ma dei blog. Alcuni blogger portano avanti fieri la bandiera del citizen journalism e riescono anche a fornire delle informazioni che i giornali talvolta, per convenienza o per appartenenza, preferiscono non pubblicare. Perché non approfittarne allora? Oltretutto chi vi scrive (a voi ipotetici, virtuali, immateriali lettori) è uno che con la scrittura ha a che fare. E che si spera avrà a che fare sempre più prepotentemente anche in futuro. Allora faccio mia la lezione sentita tempo fa ad un seminario universitario, in cui Roberto Santoro de l'Occidentale disse che chi vuole intraprendere una professione legata alla scrittura deve impegnarsi in un allenamento quotidiano. Il che significa: scrivere, scrivere, scrivere. Solo così si può acquisire uno stile personale. Quel qualcosa che è solo nostro e che ci verrà utile (o ci parerà il culo, a secondo delle occasioni) in futuro.
Allora ecco qui il mio esercizio. La mia palestra sarà questo blog.

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