martedì 31 maggio 2011

La composizione della nuova giunta del Comune di San Pancrazio Salentino

Finito il tempo elettorale si torna a far politica nella stanza dei bottoni, dove chi è stato demandato dagli elettori tramite voto dovrà dar voce col proprio operato alle istanze e le esigenze della cittadinanza.
Oggi è stato il giorno della prima seduta del nuovo consiglio comunale. Di fronte alla massiccia presenza della cittadinanza, stipata tra i seggiolini dell'aula consiliare, il nuovo sindaco di San Pancrazio Salentino, Salvatore Ripa, ha proferito il giuramento di rito pertinente alle sue mansioni di primo cittadino per poi ufficializzare le deleghe di assessorato a 5 degli 11 consiglieri di maggioranza eletti nelle fila del centrosinistra.

Questa la composizione del nuovo consiglio comunale:

-Sindaco: Salvatore Ripa;
-Vicesindaco: Pasquale Fina (PD);

-Assessore alle Attività produttive: Salvatore Scazzi (esterno);
-Assessore all'Ambiente: Cosimo Giuseppe Buccolieri (Noi Centro con Ferrarese);
-Assessore ai Lavori pubblici: Cosimo Muscogiuri (SEL);
-Assessore al Bilancio e alla Cultura: Cosimo Scarpello (PD);
-Assessore ai Servizi socio-assistenziali: Pasquale Fina (PD).

-Presidente del Consiglio Comunale: Salvatore Lezzi (PD);
-Vice-presidente del Consiglio Comunale: Antonio Screti (PDL).

Gli altri consiglieri di maggioranza del centrosinistra: Giovanni Lezzi, Luigi Guida, Arturo Rovito, Rosa Melechì -unica presenza femminile in consiglio-, Cosimo Pennetta, il sopracitato Salvatore Lezzi (PD) e Pancrazio Totaro (SEL).
I consiglieri di opposizione: Pino Gennaro, Antonio Arnesano (Cittadini in Comune), Edmondo Moscatelli (UDC) e Fedele Gravili (Rinnovamento in San Pancrazio), oltre al già citato Antonio Screti (PDL).

Rispetto alla vecchia giunta le novità sono costituite dal sindaco e da Fina, entrambi alla loro prima esperienza in consiglio, e dall'innesto di Buccolieri. Gli altri tre assessori continuano la loro attività dalla precedente amministrazione, con l'unica variazione costituita dall'assegnazione della delega ai Lavori pubblici a Muscogiuri, precedentemente incaricato del bilancio che invece passa adesso a Scarpello, che mantiene anche la delega alla cultura.

SPUNTI DI RIFLESSIONE SULLA PRIMA SEDUTA
Quella che doveva essere soltanto una "seduta di rito" col giuramento del sindaco e la nomina della composizione del consiglio, che di conseguenza sarebbe anche dovuta durare poco tempo, si è trasformata di fatto in una lunga seduta, capace di esprimere già alcune indicazioni di tipo politico.

L'intervento polemico del consigliere di opposizione Gennaro (ex-candidato sindaco sfidante di Ripa), velenoso nella provocazione quanto povero nei contenuti, ha innescato un paio di interventi di botta e risposta chiarificatori della situazione che si era creata in campagna elettorale. Nell'intervento Gennaro ha espresso il suo malumore in merito al presunto "fango" ricevuto nelle settimane precedenti dai suoi avversari politici. In più, ha riesumato il tema delle primarie (ancora, per l'ennesima volta, un argomento che siamo stanchi di dover sentire) e ha praticamente dato degli imbecilli agli elettori sanpancraziesi, rei di aver votato il PD, casa madre del clientelismo sanpancraziese, e SEL, politicamente inesistente a San Pank. A suo dire, ovviamente. Questi i temi chiave. Ma nessun riferimento alla futura attività politica. Nessuna dichiarazione di intenti in qualità di consigliere di opposizione, cosa che tutti ci saremmo aspettati invece. L'intervento si è risolto in un "siete stati taaanto cattivi nei miei confronti. E io mi sono arrabbiato così tanto che ora vi tolgo pure l'amicizia da feisbuk." La risposta è subito arrivata dal consigliere Pennetta che ha chiarito il fatto delle primarie su cui tanto ha fatto leva la campagna elettorale di Cittadini in Comune nella demonizzazione degli avversari. Le primarie non sono state chieste. Le primarie si è cercato di imporle sotto ricatto. Secondo Pennetta, Gennaro si è presentato nella sede del PD dichiarando "io sono il vostro futuro sindaco. O è così e facciamo le primarie, altrimenti ho già pronta un altra coalizione che mi sostiene." Ecco finalmente svelato l'arcano. Non essendo Gennaro un candidato adatto per la guida di un paese -secondo il PD inizialmente ma anche secondo i sanpancraziesi in seguito, vista l'esiguità dei voti di preferenza espressi alla sua figura- e essendosi presentato in questa misera veste, possiamo ben capire il motivo per cui il PD abbia rifiutato le primarie. Un rimprovero, velato -ma neanche tanto- è poi venuto anche dal consigliere Gravili, secondo cui i cittadini si sono espressi con i voti e non li si può accusare di nulla, perché il voto è sovrano e giudice. Nelle elezioni c'è chi vince e c'è chi perde. Ai vincitori l'onore di governare, all'opposizione il compito di vigilare su come si governa.

Messa da parte l'inconsistenza politica esternata da Gennaro, l'altro dato da sottolineare è come, ad un primo sguardo, l'opposizione sembra esser molto carente dal punto di vista propositivo e combattivo. Gravili ha già dichiarato apertamente che è ben disposto a dialogare con la maggioranza su progetti e proposte. Moscatelli non si è espresso in merito, ma si è anzi prodigato nel chiedere al nuovo sindaco se può d'ora in avanti "dargli del tu", dato la loro amicizia al di fuori della dimensione politica. Arnesano si è dichiarato di sinistra e non si considera un consigliere di opposizione, ma di minoranza (in questo caso qualcuno avrebbe dovuto spiegarglielo prima che si candidasse quale fosse la lista di sinistra), e Screti ha dichiarato che lui rappresenterà quelle 400 e passa persone che lo hanno votato. In tutto questo ambaradan di parole, dichiarazioni di tipo politico riguardo a cosa e come fare opposizione, nisba.

Quindi, riassumendo i due dati emersi durante il primo consiglio comunale sono:
-la perdita, ormai assodata, di credibilità politica di Gennaro;
-la debolezza dell'opposizione.

Ma questa era solo la prima puntata. Per tutto il resto c'è ancora tempo.

lunedì 23 maggio 2011

10 buoni motivi per andare a votare al referendum del 12 e 13 giugno

In vista dei referendum abrogativi del 12 e 13 giugno prossimi, vi riporto dieci buoni motivi per decidere di andare a votare.

1. Votare è un tuo diritto, conquistato attraverso anni di lotta e con notevole spargimento di sangue e lacrime. Esprimi questo tuo diritto. Sempre. Ogni volta che puoi.

2. Votare al referendum aumenta la giovialità e rende tutti più allegri e più sereni.

3. Recarsi al seggio è un momento di convivialità. Incontrerai persone nuove e avrai la possibilità di fare nuove amicizie.

4. La strada che percorrerai quando andrai a votare, da casa tua al seggio, ti darà modo di camminare e fare attività fisica. Andare a votare al referendum perciò ti aiuta a mantenerti in forma.

5. Secondo recenti studi condotti da un'importante equipe scientifica della Libera Università di Accademiolandia, la X posta sulle risposte ai quesiti referendari aumenta la secrezione di scopomina nel sistema nervoso, una sostanza prodotta dal nostro cervello che aumenta sensibilmente le prestazioni sessuali. Vai a votare al referendum e poi la sera concediti un momento di intimità con la tua lei o il tuo lui. Una volta provato non potrai più farne a meno!

6. Il referendum è il più alto momento di partecipazione civile e collettiva nella vita di uno stato democratico. In Italia non accade spesso. Approfittane!

7. L'acqua è la prima fonte di vita dell'umanità ed è un elemento di cui non possiamo fare a meno. Privatizzarla significa dare in mano a delle multinazionali senza scrupoli, interessate solo al profitto e non alla vita della gente, la gestione dell'acqua. Solo chi potrà permettersela potrà averla, tutti gli altri saranno destinati a morire o a indebitarsi per poter bere o per poter soddisfare i propri bisogni igienici/alimentari primari. Andando a votare al referendum potrai far decidere se l'acqua dovrà rimanere ancora una risorsa fondamentale disponibile per tutti. Hai questo potere, fai sentire la tua voce!

8. Il nucleare è una forma di energia sorpassata, costosa, pericolosa in materia di sicurezza, di scarso rendimento e con un forte strascico dovuto al problema delle scorie, non ancora risolto in nessuna parte del mondo. Il sole, il vento, i mari e gli altri elementi sono una fonte pressoché inesauribile, nonché pulita, di energia. Il governo italiano decide, contro la volontà popolare che già si era espressa in merito nel referendum del 1987, di tornare alla produzione di energia nucleare, ammazzando di fatto la produzione di energia da fonti rinnovabili, mentre in tutte le altri parti del mondo si discute la chiusura delle centrali nucleari e il passaggio alle rinnovabili. Andando a votare al referendum potrai far decidere la costruzione di centrali nucleari sotto casa tua oppure dire basta e cominciare a far impegnare seriamente i governi nella produzione di energia pulita e a basso costo. Hai questo potere, fai sentire la tua voce!

9. L'Italia è l'unico paese al mondo governato ad una casta di politici pluri-condannati per reati di ogni sorta. Il nostro Presidente del consiglio è chiamato a presentarsi nelle aule di tribunale per la verifica dei reati commessi. In un paese normale la carica istituzionale in questione si dimetterebbe e si farebbe giudicare tramite un equo processo, perché la giustizia è uguale per tutti. In Italia no, alcuni cittadini si sentono "più uguali degli altri" e creano leggi ad personam per evitare di essere giudicati. Il legittimo impedimento è una norma fascista e monarchica, segnerebbe un ritorno al passato, per cui alcune persone sarebbe legittimate a fare di tutto e a rimanere impuniti solo perché ricoprono alte cariche istituzionali. In una democrazia siamo tutti uguali, tutti abbiamo gli stessi diritti e tutti abbiamo gli stessi doveri. Chi commette reati deve essere punito, sia che sia l'ultima ruota del carro della scala sociale che il Primo ministro o il Presidente della Repubblica. Andando a votare al referendum potrai far decidere se l'Italia è ancora una democrazia in cui tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Hai questo potere, fai sentire la tua voce!

10. Il referendum è l'unico strumento che i cittadini possono usare per dire la loro nel processo legislativo e decisionale. Tramite il referendum noi possiamo diventare parte attiva del processo democratico e decidere, al posto di chi ci governa, se far passare una legge o meno. Attraverso il referendum possiamo davvero mettere la volontà popolare al di sopra di ogni interesse di carattere politico ed economico. Quello che noi vogliamo lo scegliamo per noi stessi, attraverso il referendum, invece di demandare il compito ai politicanti di turno, in attesa, talvolta biblica, che facciano qualcosa per venire incontro alle nostre esigenze. Col referendum possiamo dire no. Oppure sì. La cosa importante è che abbiamo uno strumento reale per cambiare le cose. Perciò il 12 e 13 giugno, non importa se sei favorevole o contrario in merito ai quesiti proposti, l'importante è che vai a votare. In questo modo puoi realmente esprimere la tua volontà di cambiare le cose, oppure di mantenerle così come sono. Ma la scelta è tua. Devi solo esprimerla. Gli argomenti del referendum sono importanti e puoi decidere tu stesso per il tuo futuro. Hai questo potere, fai sentire la tua voce!!

Se si è contrari al nucleare, alla privatizzazione dell'acqua e al legittimo impedimento bisognerà crociare il sì. Se invece si è favorevoli si metterà una croce sul no. Sembra strano "scrivere sì per dire no", in realtà il discorso non fa una grinza perché i referendum sono abrogativi. Il che significa che i quesiti sono formulati in questo modo: "volete voi che sia abrogata la legge tal dei tali sull'utilizzo del nucleare ecc?" (ovviamente scritta in maniera burocratica e in modo molto più incomprensibile di così). Quindi, detto in altro modo, i favorevoli all'abrogazione crocieranno il sì, i contrari il no. Così tutto torna e non sembra più strano "scrivere sì per dire no".

martedì 17 maggio 2011

Risultati elettorali a San Pancrazio Salentino. Brevi considerazioni

I giochi sono fatti, l'attesa è finita. Il Centrosinistra si riconferma alla guida del governo sanpancraziese. Salvatore Ripa è il nuovo sindaco. Con lui 11 consiglieri di maggioranza eletti, 8 del PD, 2 di SEL, 1 di Noi Centro con Ferrarese.

Dopo le primissime battute iniziali in sede di spoglio, dove sembrava dovesse attenderci un confronto testa a testa tra la lista del centrosinistra e quella civica di centrodestra di Cittadini in Comune, la situazione si è subito incanalata nella direzione che si è poi rivelata definitiva. La situazione delle 10 sezioni di cui è composta la circoscrizione elettorale sanpancraziese è relativamente omogenea: 9 sezioni con Ripa in netto vantaggio; solo una, la 3, con la lista di Gennaro avanti di 10 voti rispetto al centrosinistra. Col risultato finale che vede la lista di Centrosinistra prendere 3085 preferenze, piazzandosi così al 44,26% e la lista di Cittadini in Comune al 36,51%, con 2545 voti, con un distacco di quasi 8 punti percentuali. Le altre due liste, Rinnovamento in San Pancrazio e La Destra, raccolgono rispettivamente il 14,2% e 5,02%, 990 e 350 preferenze.

Andando a spulciare a fondo i dati elettorali e paragonando le due liste principali, è possibile fare un paio di considerazioni.

PRIMA CONSIDERAZIONE: UN VOTO PER IL SINDACO
Molti elettori del centrosinistra hanno preferito votare soltanto la lista, quindi il solo candidato sindaco. 517 delle preferenze sono state espresse solo per il sindaco. Il che conferma il fatto che la scelta di Ripa come candidato è stata una scelta saggia e lungimirante, capace di attirare consensi anche al di fuori delle regole di partito, di coloro cioè che non hanno scelto di appoggiare un candidato consigliere in particolare. Dall'altra parte invece i voti alla sola lista sono stati 174, segno che la scelta di Pino Gennaro come candidato per guidare un eventuale amministrazione non era adatta al contesto politico sanpancraziese, né ad attirare elettori che non si sentissero rappresentati dai candidati consiglieri espressi in lista. A questo si aggiunge poi il fatto che 3 candidati (su 16) hanno praticamente monopolizzato la lista del centrodestra -Screti con 417 voti, Arnesano con 304 e Moscatelli con 251, il 38% dei voti complessivi della lista- , candidati provenienti da realtà politiche già affermatesi nel contesto locale col loro bacino di voti stabile e che poco avevano in comune col candidato sindaco, se non la necessità di un accordo che potesse portarli, per la prima volta, in maggioranza al comune. Inoltre non era previsto il voto disgiunto, perciò si può ben ipotizzare una realtà dei fatti in cui chi ha voluto votare il candidato consigliere, i tre sopracitati in particolare, si è turato il naso, riprendendo una metafora montanelliana, e ha dovuto dare suo malgrado il voto anche a Gennaro, pur di far eleggere il proprio rappresentante.

SECONDA CONSIDERAZIONE: L'AVANZATA DI SEL
Di fronte alla presenza massiccia, imponente e storica dei moderati di sinistra, rappresentati adesso dal Partito Democratico, SEL è riuscita far eleggere due candidati consiglieri, Cosimo Muscogiuri e Pancrazio Totaro, già presenti nella passata amministrazione, e a far arrivare il terzo candidato, Massimiliano Guido, come primo dei non eletti, che subentrerebbe in caso di rinuncia di qualche altro candidato o in caso di scossoni politici interni alla maggioranza. In termini di voti sono 481 preferenze. Il 6,9% delle preferenze complessive dei votanti sanpancraziesi, il 15,59% all'interno dello schieramento di centrosinistra. In più, il candidato consigliere Cosimo Muscogiuri è il 3° consigliere di maggioranza per numero di preferenze ricevute. Un ottimo risultato per SEL, che è stato determinante anche per le sorti elettorali del centrosinistra sanpancraziese. Un termometro in pratica per far capire l'importanza del partito vendoliano anche in ambito nazionale, testimone di come SEL può essere decisivo non solo nelle aree dove soffia forte il vento di rinnovamento, ma anche in quelle, come l'area sanpancraziese, dove è sempre stata presente, tutto sommato, una buona stabilità politica di centrosinistra, basata però perlopiù sulla forza del grande partito moderato della sinistra capace di attirare gran parte dell'elettorato. Con la presenza di SEL in consiglio si può ben sperare di costruire qualcosa di buono, che vada oltre alla seppur necessaria buona manuntenzione tecnico-amministrativa del Comune. Sempre fondi permettendo ovviamente.

TERZA CONSIDERAZIONE: IL MINESTRONE SI È RAFFREDDATO
Come volesi dimostrare la bolla della lista trasversale spianaideologie-raccoglituttiivotichepuoi-chec'èfregaanoidell'intelligenzadeglielettori è scoppiata. Cittadini in Comune ha raccolto quel che poteva ma, come avevo già espresso in un post precedente, i sanpancraziesi si sono accorti dell'aria truffaldina che spirava davanti alla sede di questo cosiddetto movimento civico. L'intelligenza non tradisce e i sanpancraziesi hanno saputo distinguere un progetto politico serio dalla propaganda vuota di contenuti messa in atto dal candidato sindaco Pino Gennaro. Troppe strumentalizzazioni sono state fatte su argomenti seri: l'occupazione, l'agricoltura, le fonti rinnovabili, la partecipazione cittadina. Non basta dire di voler cambiare le cose, bisogna dire come le si vuole cambiare. Cittadini in Comune non l'ha mai fatto. Si è soltanto distinta per una critica distruttiva fine a sé stessa, incapace di proporre alternative valide. Dall'altra parte invece una bozza progettuale era stata presentata e spiegata alla gente. E questo ha pagato. Non basta dire alle persone «voi diventerete cittadini in comune», bisogna renderli partecipi fin da subito attraverso un progetto chiaro e definito. Di sicuro ha pesato anche la scarsa convinzione del resto della lista espressa da Cittadini in Comune, mai veramente attiva in questa campagna elettorale, né capace di evidenziarsi per qualsiasi merito, né di tipo politico né di tipo argomentativo.
A questo si aggiunge anche un fattore davvero destabilizzante per una piccola realtà elettorale come quella sanpancraziese: il contatto umano. L'arroganza non ha mai pagato. Andare nei luoghi pubblici durante i giorni delle elezioni, così come ha fatto il candidato Pino Gennaro, presentandosi e autonominandosi altezzosamente come il futuro sindaco già stabilito, forte di non si sa quale sicurezza politica, rifiutare un "in bocca al lupo" da parte di un avversario politico e non stringergli la mano una volta saputi i risultati finali, oltre che sintomo di una frustrazione politica è indice di sciatteria umana. Bisogna essere dignitosi nella sconfitta, così come nella vittoria. A quanto pare la dignità non frequenta le vicinanze della sede di Cittadini in Comune. Forse anche per questo motivo si è letto fin da subito sulla pagina facebook del loro movimento, a giochi fatti, che "tutti coloro che hanno votato il centrosinistra ora devono assumersi le responsabilità del male che verrà fatto al paese nei prossimi anni". Sicuramente uno sfogo da frustrazione, però sicuramente da evitare in una pagina ufficiale di un movimento che ha espresso 4 consiglieri di opposizione, quindi entrato a far parte della vita istituzionale del paese. Ma arroganza anche delle cosidette nuove leve, come il caso del candidato Stefano Sisto, traboccante di boria politica che già si era espresso, sulle pagine di un noto blog cittadino, in maniera sprezzante e irriverente riguardo al mondo politico sanpancraziese, ponendosi su di un piedistallo rispetto ai suoi avversari, ma anche rispetto ai suoi compaesani, quasi coetani, frequentanti dell'ITIS sanpancraziese, definendoli pigri e rei di essersi iscritti ad una scuola da somari, a suo dire. Per non parlare della gaffe sul piano commerciale scambiato per l'ordinanza di chiusura di bar e affini, un'affermazione che denota poca confidenza con gli strumenti reali dell'agire politico. Dall'alto di cotanta capacità e competenza si sono poi visti i risultati: il candidato Sisto ha collezionato 34 preferenze. Un altro esempio di come l'arroganza non paga.
Un altro elemento, su cui avrebbero dovuto battere i pugni i sostenitori stessi del movimento di Pino Gennaro, è che si è parlato tanto di rinnovamento, di cambiare le cose e proporre anche volti nuovi, ma alla fin fine i consiglieri di opposizione eletti sono Gennaro, Screti, Arnesano e Moscatelli, da tempo immemore protagonisti del palazzo sanpancraziese. I cosiddetti giovani sono stati utili per riempire la lista, ma su di loro non è stato fatto nessun investimento concreto.
Per non parlare poi dei contestabilissimi metodi messi in atto per accapararsi voti, nonché del disprezzo e la cattiveria espressa in ogni situazione in cui gli "elettori in comune" hanno avuto modo di parlare con quelli del centrosinistra. Situazioni che hanno rischiato spesso di degenerare in rissa dopo i continui attacchi verbali portati avanti da questi supporters che sembravano quasi aver subito un lavaggio del cervello.
Questi piccoli comportamenti sono indice di un modo di fare politica avulso da qualsiasi progettualità e competenza. Se davvero a livello locale la destra vorrà cominciare a mettere in discussione l'operato del centrosinistra dovrà scrivere un progetto serio di governo, trovare dei candidati adatti e non fare "patti col diavolo" solo per poter strappare una poltrona.

Il minestrone, caldo e fumante, servito in campagna elettorale si è raffredato ed è ora immangiabile. Riprendendo la battuta di un amico, Cittadini in Comune diventa ora "Cittadini di fronte al Comune", data l'ubicazione della loro sede. Al centrosinistra l'onore e l'onere di amministrare San Pank nei prossimi 5 anni. 

E adesso è arrivato il momento di impegnarci per il referendum del 12 e 13 giugno. Scrivere sì per dire no.

venerdì 13 maggio 2011

Scherzi strani di Wikipedia

Su internet si trova di tutto e di più. Lo sapevamo. Si trovano anche cose molto strane. E sapevamo anche questo. Però talvolta trovi delle cose in posti dove proprio non te le aspetteresti.

Wikipedia è un'enciclopedia libera ma guadagnatasi col tempo un minimo di credibilità grazie al lavoro certosino di controllo delle fonti da parte di tutti quelli che ci sono dietro. Ebbene, sulla pagina dedicata a San Pancrazio Salentino cosa vado a leggere? Alla voce «personalità legate a San Pancrazio Salentino»:
- Antonio Chirivì (1988-?) medico condotto
- Osama Bin "Detto Pino" Gennaro Laden, medico.

Sto ancora ridendo! Leggere per credere, prima che gli amministratori si accorgano di questo scherzo burlone e cancellino le voci.

mercoledì 11 maggio 2011

Tempo di elezioni a San Pank: programmi elettorali a confronto. Centrosinistra per Ripa vs. Cittadini in Comune

Siamo quasi agli sgoccioli della campagna elettorale e sui palchi dei vari comizi se ne sono sentite di tutti i colori. Attacchi personali, slogan di rivoluzione sociale -dal basso- da parte dei rappresentanti della lobby dei medici, istanze di rinnovamento generazionale da parte degli ottogenuari della politica sanpancraziese e così via. Ci sarebbe molto da dire su questa campagna elettorale, anomala per come viene condotta, di sicuro diversa da tutte quelle del passato. Ma il palco può essere utilizzato per dire tutto e il contrario di tutto, salvo poi rimettere in discussione, negare o alterare, una volta che i giochi sono stati fatti. Berlusca docet. Sempre meglio in questi casi affidarsi ai programmi elettorali, perché carta canta innanzitutto e ognuno dopo potrà tirare le sue conclusione sulla base di ciò che è stato messo per iscritto, e poi perché la stesura dei programmi elettorali può rivelare molto, al di là del suo aspetto meramente programmatico.

Dato che alla fine è uscito anche il programma di Falce&Martello (alias Cittadini in Comune) dello psichiatra-contadino Scili-Pino, possiamo accingerci a fare questo benedetto confronto per capire in che mani ci stiamo eventualmente rimettendo con questa campagna elettorale.
Le liste presentate sono quattro. Tutti e quattro i programmi sono disponibili nel pdf recuperabile a quest'indirizzo. Ognuno se li può leggere da solo per farsi la propria idea. Ma due di queste, La Destra di Micelli e Rinnovamento in San Pancrazio di Gravili, sono in realtà liste minoritarie, meramente di disturbo. La loro possibilità di eleggere qualche consigliere è minima, figurarsi se parliamo di elezione di sindaci. Dato il carattere particolare di queste due liste, evitiamo di discuterne i programmi, anche perché sono veramente striminziti e c'è poco da dire e da rifletterci sopra. Ci concentriamo invece sugli altri due, quello del Centrosinistra con Ripa e quello di Fascio&Martello di Scili-Pino, quelle che si daranno cioé battaglia vera per la carica di sindaco. Anche se, dati i precedenti storici in tema di risultati elettorali, non ci sentiamo di mettere la mano sul fuoco su quanto sarà dura questa battaglia, visto che la destra a San Pank è immancabilmente e cronicamente una compagine perdente.

Innanzitutto c'è da fare una premessa di tipo linguistico. Capire la lingua usata nella stesura dei programmi può mettere in luce alcuni aspetti sulla modalità di rapportarsi agli elettori da parte dei due diversi schieramenti. L'ulitilizzo di un determinato registro linguistico o meno può far capire se le tematiche portate avanti saranno dedite all'inclusione della "gente comune", alla loro partecipazione, oppure all'esclusione, nel mantenerla a distanza già a partire dal piano strettamente comunicativo. Non solo, l'utilizzo o meno del cosiddetto politichese può far capire le vere intenzioni della lista elettorale. Utilizzare il politichese significa mantenere i concetti in uno stato di vaghezza perenne, non venirne mai a capo e non essere mai specifici. Grazie a questo sub-linguaggio è possibile rendere ambiguo qualsiasi discorso e farlo diventare oscuro, da non addetto ai lavori, in qualsiasi momento. L'oscurità verbale è agli antipodi della concezione della politica a sostegno dei cittadini, in quanto quest'ultima deve essere basata sulla trasparenza e perciò comprensibile a tutti. Chi usa il politichese è di fatto inserito in una immaginaria loggia massonica, in cui l'utilizzo di determinati codici e registri linguistici va incontro all'affiliato, all'altro utilizzatore del politichese, emarginando il semplice cittadino-elettore. Nel caso dei due programmi citati, in quello del Centrosinistra con Ripa è evidente lo sforzo di rendere chiaro il discorso. Sebbene talvolta ci si perda in qualche perifrasi di troppo, il discorso risulta estremamente facile da leggere e gli obiettivi preposti risultano chiari e comprensibili. Dall'altro lato invece, Fascio&Martello utilizza una sintassi elaborata e ridondante, l'esposizione dei concetti è ampollosa, retorica nella sua accezione negativa e mai portata a conclusione. Il tutto risulta immerso in una tale vaghezza che difficilmente si riesce a capire quali siano le idee portate avanti da questa pseudo-lista civica. L'utilizzo del politichese in questo programma diventa poi esponenziale ogni qual votla vengono citate le questioni più pregnanti e questo fa sì che la lettura del programma diventi estremamente pesante e tediosa. Una stesura del genere non si direbbe che provenga da un movimento auto-definitosi Cittadini in Comune, perché tutto fa tranne che rendere partecipi gli elettori delle proprie idee. Insomma, si parla di trasparenza e partecipazione utilizzando un linguaggio oscuro ed emarginante.

Un'altra premessa è doverosa. differentemente da Fascio&Martello che vengono e si accingerebbero ad andare verso una dimensione ignota, amministrativamente parlando, il programma di Centrosinistra con Ripa si colloca in stretta continuità con l'amministrazione precedente. Il che significa conoscere profondamente la situazione amministrativa passata, portare a termine i progetti iniziati e quelli già progettati e continuare nell'opera di gestione dignitosa del nostro comune, così com'è realmente stato, al di là di ciò che affermano gli hardcore-fans scili-piniani e gli eterni perdenti fascistelli della destra sanpancraziese. Inoltre la lista del Centrosinistra nelle sue premesse cita già, esplicitamente, i tagli che il Patto di Stabilità imposto dal governo Berlusconi impone alla manovra economica comunale. Al contrario di Fascio&Martello, niente promesse immantenibili. Quelli sono i soldi ed entro quei margini ci si dovrà muovere. Patti chiari, amicizia lunga.

Andiamo ora a confrontare qualche punto dei due programmi.

SVILUPPO DEL TERRITORIO
Centrosinistra con Ripa: si parla del ruolo strategico di San Pank in rapporto alla viabilità e alla sua posizione geografica, nel collegamento tra la costa jonica e quella adratica, di investimenti per intercettare flussi di turisti verso le marine. Nel far questo si citano degli esempi progettuali concreti, dalla valorizzazione dell'Oasi di Protezione Masseria Angeli alla connessione in veste viabile-turistico del parco di San'Antonio, del parco archeologico Li Castelli e del parco cave. Progetti di cui alcuni già iniziati come ad esempio quello presentato all'Area Vasta Brindisina per la valorizzazione del parco di Sant'Antonio, per cui sono stati stanziati dalla Regione finanziamenti per 910 mila euro adibiti al recupero di 5 ettari di cave.
Fascio&Martello: non si sa quali siano le politiche per lo sviluppo del territorio. Si parla generalmente e vagamente di sistema locale, di antiche tradizioni, di luoghi storici del territorio rurale e del distretto agroalimentare, ma nessun riferimento specifico. Si parla solo di recuperare e valorizzare, ma non si dice cosa né come. C'è solo un riferimento, quello al Corridoio Adriatico e al corridoio Tirrenico-Ionico per «la ricerca delle potenzialità negli assi di sviluppo infrastrutturali.» Per far cosa? Come? Boh.

ATTIVITÀ PRODUTTIVE E COMMERCIO
Centrosinistra con Ripa: si parla della redazione del Piano Commerciale, a cui affiancare innovazioni urbanistiche con aree dedicate agli insediamenti commerciali e altro. Si parla della Consulta delle Attività Produttive con la realizzazione di un punto informativo per i commercianti e non solo. Si parla della sinergia da instaurare (alcune solo da ratificare, visto che sono già instaurate) con Camera di Commercio, GAL, sindacati, banche, ecc. Ma anche di sviluppo delle aree industriali.
Fascio&Martello: c'è un mero elenco di buoni propositi (come quelli che si fanno a capodanno per l'anno nuovo) che comprende sostegno all'imprenditoria giovanile e all'impresa, informatizzazione, nascita di sportelli informativi e altro. Sul come realizzarli nessuna riga è stata scritta. D'altronde è un tema che occupa solo mezza pagina. Data la scarsa attenzione ripostavi saremmo giustificati a pensare che le attività produttive non sono poi così importanti per Scili-Pino & Co.

AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
Centrosinistra con Ripa: il capitoletto dedicato all'agricoltura è quello più approfondito è più chiaro. Non poteva essere altrimenti visto che il candidato sindaco conosce bene la Coldiretti, che è l'unica realtà produttiva agricola vincente in Italia, ora come ora, e l'unica capace di dare risposte concrete, a livello economico e non solo, ai coltivatori. Coldiretti è la strada da seguire se l'agricoltura italiana vuole tornare ad essere produttiva (e questo è un pensiero mio generale, al di là del caso sanpancraziese). Le proposte sono basate su diversificazione tramite attività connesse, diversificazione tramite acorciamento di filiera, mercati a km 0, distretto agroalimentare e sviluppo dell'ambiente rurale. Sono scritte in maniera talmente chiara ed esaustiva che è difficile non capirle. Basta leggerle.
Fascio&Martello: praticamente la nota dolente del programma di Scili-Pino. Il tema su cui da anni ammorba la popolazione di San Pank, l'agricoltura, risulta essere quella più debole dal suo punto di vista programmatico. Si fanno discorsi generali sulla crisi dell'agricoltura, sulla necessità di recupero delle buon vecchie tradizioni contadine, sul fatto che i giovani debbano tornare nelle campagne (Sì? Beh, mandasse i suoi figli in campagna prima di predicare agli altri giovani) e tutte le formule magiche che sentiamo ormai da anni uscire dalle bocche dei populisti di turno. Per far sparire, come un colpo di bacchetta magica, la crisi agricola sanpancraziese (che poi è una crisi generale, mica solo nostra) la soluzione quale sarebbe? Basta scrivere due parole, quasi esoteriche: Città Agricola. Che cos'è una Città Agricola? Non si sa. Come si fa una Città Agricola? Boh. Che vantaggi darà? Devono ancora decidere cosa dire. Vabbè, ma almeno possiamo sapere in che consiste una Città Agricola? La risposta risulta essere non pervenuta. Avrò letto quella parte dozzine di volte, ancora non sono riuscito a venirne a capo. Se qualcuno dovesse capirlo è pregato di contattarmi e di chiarirmi le idee. Paradossalmente, l'argomento forte dello psichiatra-contadino Gennaro non è altro che una bolla di sapone da campagna elettorale. Scili-Pino l'agricoltura non sa neanche dove sta di casa. E ce ne ha dato dimostrazione eloquente incartandosi sulla sua stessa definizione di Città Agricola. Magra figura.

AMBIENTE
Centrosinistra con Ripa: continuità col servizio di raccolta differenziata -magari cercando di superare (aggiungo io) quella splendida soglia del 70% di differenziata raggiunta quest'anno dal comune di San Pank e per cui è stato premiato-, isole ecologiche interrate e punti ecologici, incentivi ai tetti fotovoltaici da realizzare sugli edifici pubblici, nonché Gruppi di Acquisto Solare per le abitazioni private, limitazione dell'inquinamento atmosferico tramite creazione di alternative al traffico veicolare, incentivando così anche lo sviluppo della viabilità green e potenziando i collegamenti urbani ed extra-urbani.
Fascio&Martello: anche qui mezza pagina striminzita per un capitolo che invece dovrebbe essere quello fondamentale in ogni agenda politica degna di tale nome. Si elencano eventuali campagne informative e agevolazioni economiche, ma niente di preciso. Sempre e solo proclami, mai dati e fatti. Ma non sembri strano che sulla materia ambientale non abbiano una posizione chiara. Innanzitutto bisogna ricordare che un'anima di questo movimento (il PDL) è favorevole al nucleare, tramite diktat dall'alto dei partiti, mentre l'altra (Rifondazione) ha da sempre condotto battaglie -almeno così le autodefiniscono- contro il fotovoltaico a favore della tutela del vigneto ad alberello. Conoscendo i sentimenti della gente in materia ambientale, soprattutto nell'ultimo periodo, non gli conviene certo esporsi. Così si sono fottuti un'altro argomento che poteva fare presa criticamente sulle persone.

GLI ALTRI TEMI
Per questioni di brevità e leggibilità del post, ometto gli altri temi trattati nei due programmi. Temi che vanno dallo sport, passando dalla cultura per arrivare alla scuola. Li ometto primo perché i programmi sono disponibili nel link in alto e quindi ognuno può andare a leggerseli, secondo perché, arrivati a questo punto, si può ben capire qual'è l'andazzo. Da una parte abbiamo una lista che si è sforzata di rendere fruibili e condivisibili le sue idee agli elettori, dall'altra Fascio&Martello ha steso un programma solo perché c'era la necessità di presentarlo, non perché ne avessero davvero uno. Hanno definito quella coalizione un minestrone, il loro documento programmatico è peggio ancora: una melassa indistinta che copre tutto in cui non si riesce mai a distinguere quel che c'è sotto. Fascio&Martello vende aria fritta ed è consapevole di farlo, scodella parole vuote per nascondere concetti seri arrocandosi nel populismo di matrice protagonistica, dove un candidato si erge a messia e gli adepti di tale religione politica devono solo seguirlo, indipendentemente da quali siano i contenuti politici e le competenze/qualità personali per poterlo fare.

Al di là di quei pochi folli, la corte di nani, ballerine e cantanti di cui si è sempre circondato Scili-Pino -mostruosa sgangherata armata brancaleone post-moderna, di cui hanno perso il valore dell'ingenuità per acquisire quello della bramosia di potere-, non credo che il livello critico dei cittadini sanpancraziesi sia caduto così in basso. Siamo ancora capaci di distinguere un millantatore megalomane da una persona onesta. E credo che questa differenza sostanziale si farà sentire domenica e lunedì prossimo. Mandare a casa Scili-Pino, definitivamente, facendogli capire che ha perso qualsiasi credibilità politica, è un dovere civico di ogni sanpancraziese. Personaggi del genere fanno malissimo alla nostra comunità. Eleggerlo significherebbe mandare in malora quel poco di buono che in questo paese è stato costruito negli ultimi anni, solo per aver dato adito alla megalomania di una singola persona.