martedì 17 maggio 2011

Risultati elettorali a San Pancrazio Salentino. Brevi considerazioni

I giochi sono fatti, l'attesa è finita. Il Centrosinistra si riconferma alla guida del governo sanpancraziese. Salvatore Ripa è il nuovo sindaco. Con lui 11 consiglieri di maggioranza eletti, 8 del PD, 2 di SEL, 1 di Noi Centro con Ferrarese.

Dopo le primissime battute iniziali in sede di spoglio, dove sembrava dovesse attenderci un confronto testa a testa tra la lista del centrosinistra e quella civica di centrodestra di Cittadini in Comune, la situazione si è subito incanalata nella direzione che si è poi rivelata definitiva. La situazione delle 10 sezioni di cui è composta la circoscrizione elettorale sanpancraziese è relativamente omogenea: 9 sezioni con Ripa in netto vantaggio; solo una, la 3, con la lista di Gennaro avanti di 10 voti rispetto al centrosinistra. Col risultato finale che vede la lista di Centrosinistra prendere 3085 preferenze, piazzandosi così al 44,26% e la lista di Cittadini in Comune al 36,51%, con 2545 voti, con un distacco di quasi 8 punti percentuali. Le altre due liste, Rinnovamento in San Pancrazio e La Destra, raccolgono rispettivamente il 14,2% e 5,02%, 990 e 350 preferenze.

Andando a spulciare a fondo i dati elettorali e paragonando le due liste principali, è possibile fare un paio di considerazioni.

PRIMA CONSIDERAZIONE: UN VOTO PER IL SINDACO
Molti elettori del centrosinistra hanno preferito votare soltanto la lista, quindi il solo candidato sindaco. 517 delle preferenze sono state espresse solo per il sindaco. Il che conferma il fatto che la scelta di Ripa come candidato è stata una scelta saggia e lungimirante, capace di attirare consensi anche al di fuori delle regole di partito, di coloro cioè che non hanno scelto di appoggiare un candidato consigliere in particolare. Dall'altra parte invece i voti alla sola lista sono stati 174, segno che la scelta di Pino Gennaro come candidato per guidare un eventuale amministrazione non era adatta al contesto politico sanpancraziese, né ad attirare elettori che non si sentissero rappresentati dai candidati consiglieri espressi in lista. A questo si aggiunge poi il fatto che 3 candidati (su 16) hanno praticamente monopolizzato la lista del centrodestra -Screti con 417 voti, Arnesano con 304 e Moscatelli con 251, il 38% dei voti complessivi della lista- , candidati provenienti da realtà politiche già affermatesi nel contesto locale col loro bacino di voti stabile e che poco avevano in comune col candidato sindaco, se non la necessità di un accordo che potesse portarli, per la prima volta, in maggioranza al comune. Inoltre non era previsto il voto disgiunto, perciò si può ben ipotizzare una realtà dei fatti in cui chi ha voluto votare il candidato consigliere, i tre sopracitati in particolare, si è turato il naso, riprendendo una metafora montanelliana, e ha dovuto dare suo malgrado il voto anche a Gennaro, pur di far eleggere il proprio rappresentante.

SECONDA CONSIDERAZIONE: L'AVANZATA DI SEL
Di fronte alla presenza massiccia, imponente e storica dei moderati di sinistra, rappresentati adesso dal Partito Democratico, SEL è riuscita far eleggere due candidati consiglieri, Cosimo Muscogiuri e Pancrazio Totaro, già presenti nella passata amministrazione, e a far arrivare il terzo candidato, Massimiliano Guido, come primo dei non eletti, che subentrerebbe in caso di rinuncia di qualche altro candidato o in caso di scossoni politici interni alla maggioranza. In termini di voti sono 481 preferenze. Il 6,9% delle preferenze complessive dei votanti sanpancraziesi, il 15,59% all'interno dello schieramento di centrosinistra. In più, il candidato consigliere Cosimo Muscogiuri è il 3° consigliere di maggioranza per numero di preferenze ricevute. Un ottimo risultato per SEL, che è stato determinante anche per le sorti elettorali del centrosinistra sanpancraziese. Un termometro in pratica per far capire l'importanza del partito vendoliano anche in ambito nazionale, testimone di come SEL può essere decisivo non solo nelle aree dove soffia forte il vento di rinnovamento, ma anche in quelle, come l'area sanpancraziese, dove è sempre stata presente, tutto sommato, una buona stabilità politica di centrosinistra, basata però perlopiù sulla forza del grande partito moderato della sinistra capace di attirare gran parte dell'elettorato. Con la presenza di SEL in consiglio si può ben sperare di costruire qualcosa di buono, che vada oltre alla seppur necessaria buona manuntenzione tecnico-amministrativa del Comune. Sempre fondi permettendo ovviamente.

TERZA CONSIDERAZIONE: IL MINESTRONE SI È RAFFREDDATO
Come volesi dimostrare la bolla della lista trasversale spianaideologie-raccoglituttiivotichepuoi-chec'èfregaanoidell'intelligenzadeglielettori è scoppiata. Cittadini in Comune ha raccolto quel che poteva ma, come avevo già espresso in un post precedente, i sanpancraziesi si sono accorti dell'aria truffaldina che spirava davanti alla sede di questo cosiddetto movimento civico. L'intelligenza non tradisce e i sanpancraziesi hanno saputo distinguere un progetto politico serio dalla propaganda vuota di contenuti messa in atto dal candidato sindaco Pino Gennaro. Troppe strumentalizzazioni sono state fatte su argomenti seri: l'occupazione, l'agricoltura, le fonti rinnovabili, la partecipazione cittadina. Non basta dire di voler cambiare le cose, bisogna dire come le si vuole cambiare. Cittadini in Comune non l'ha mai fatto. Si è soltanto distinta per una critica distruttiva fine a sé stessa, incapace di proporre alternative valide. Dall'altra parte invece una bozza progettuale era stata presentata e spiegata alla gente. E questo ha pagato. Non basta dire alle persone «voi diventerete cittadini in comune», bisogna renderli partecipi fin da subito attraverso un progetto chiaro e definito. Di sicuro ha pesato anche la scarsa convinzione del resto della lista espressa da Cittadini in Comune, mai veramente attiva in questa campagna elettorale, né capace di evidenziarsi per qualsiasi merito, né di tipo politico né di tipo argomentativo.
A questo si aggiunge anche un fattore davvero destabilizzante per una piccola realtà elettorale come quella sanpancraziese: il contatto umano. L'arroganza non ha mai pagato. Andare nei luoghi pubblici durante i giorni delle elezioni, così come ha fatto il candidato Pino Gennaro, presentandosi e autonominandosi altezzosamente come il futuro sindaco già stabilito, forte di non si sa quale sicurezza politica, rifiutare un "in bocca al lupo" da parte di un avversario politico e non stringergli la mano una volta saputi i risultati finali, oltre che sintomo di una frustrazione politica è indice di sciatteria umana. Bisogna essere dignitosi nella sconfitta, così come nella vittoria. A quanto pare la dignità non frequenta le vicinanze della sede di Cittadini in Comune. Forse anche per questo motivo si è letto fin da subito sulla pagina facebook del loro movimento, a giochi fatti, che "tutti coloro che hanno votato il centrosinistra ora devono assumersi le responsabilità del male che verrà fatto al paese nei prossimi anni". Sicuramente uno sfogo da frustrazione, però sicuramente da evitare in una pagina ufficiale di un movimento che ha espresso 4 consiglieri di opposizione, quindi entrato a far parte della vita istituzionale del paese. Ma arroganza anche delle cosidette nuove leve, come il caso del candidato Stefano Sisto, traboccante di boria politica che già si era espresso, sulle pagine di un noto blog cittadino, in maniera sprezzante e irriverente riguardo al mondo politico sanpancraziese, ponendosi su di un piedistallo rispetto ai suoi avversari, ma anche rispetto ai suoi compaesani, quasi coetani, frequentanti dell'ITIS sanpancraziese, definendoli pigri e rei di essersi iscritti ad una scuola da somari, a suo dire. Per non parlare della gaffe sul piano commerciale scambiato per l'ordinanza di chiusura di bar e affini, un'affermazione che denota poca confidenza con gli strumenti reali dell'agire politico. Dall'alto di cotanta capacità e competenza si sono poi visti i risultati: il candidato Sisto ha collezionato 34 preferenze. Un altro esempio di come l'arroganza non paga.
Un altro elemento, su cui avrebbero dovuto battere i pugni i sostenitori stessi del movimento di Pino Gennaro, è che si è parlato tanto di rinnovamento, di cambiare le cose e proporre anche volti nuovi, ma alla fin fine i consiglieri di opposizione eletti sono Gennaro, Screti, Arnesano e Moscatelli, da tempo immemore protagonisti del palazzo sanpancraziese. I cosiddetti giovani sono stati utili per riempire la lista, ma su di loro non è stato fatto nessun investimento concreto.
Per non parlare poi dei contestabilissimi metodi messi in atto per accapararsi voti, nonché del disprezzo e la cattiveria espressa in ogni situazione in cui gli "elettori in comune" hanno avuto modo di parlare con quelli del centrosinistra. Situazioni che hanno rischiato spesso di degenerare in rissa dopo i continui attacchi verbali portati avanti da questi supporters che sembravano quasi aver subito un lavaggio del cervello.
Questi piccoli comportamenti sono indice di un modo di fare politica avulso da qualsiasi progettualità e competenza. Se davvero a livello locale la destra vorrà cominciare a mettere in discussione l'operato del centrosinistra dovrà scrivere un progetto serio di governo, trovare dei candidati adatti e non fare "patti col diavolo" solo per poter strappare una poltrona.

Il minestrone, caldo e fumante, servito in campagna elettorale si è raffredato ed è ora immangiabile. Riprendendo la battuta di un amico, Cittadini in Comune diventa ora "Cittadini di fronte al Comune", data l'ubicazione della loro sede. Al centrosinistra l'onore e l'onere di amministrare San Pank nei prossimi 5 anni. 

E adesso è arrivato il momento di impegnarci per il referendum del 12 e 13 giugno. Scrivere sì per dire no.

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