mercoledì 11 maggio 2011

Tempo di elezioni a San Pank: programmi elettorali a confronto. Centrosinistra per Ripa vs. Cittadini in Comune

Siamo quasi agli sgoccioli della campagna elettorale e sui palchi dei vari comizi se ne sono sentite di tutti i colori. Attacchi personali, slogan di rivoluzione sociale -dal basso- da parte dei rappresentanti della lobby dei medici, istanze di rinnovamento generazionale da parte degli ottogenuari della politica sanpancraziese e così via. Ci sarebbe molto da dire su questa campagna elettorale, anomala per come viene condotta, di sicuro diversa da tutte quelle del passato. Ma il palco può essere utilizzato per dire tutto e il contrario di tutto, salvo poi rimettere in discussione, negare o alterare, una volta che i giochi sono stati fatti. Berlusca docet. Sempre meglio in questi casi affidarsi ai programmi elettorali, perché carta canta innanzitutto e ognuno dopo potrà tirare le sue conclusione sulla base di ciò che è stato messo per iscritto, e poi perché la stesura dei programmi elettorali può rivelare molto, al di là del suo aspetto meramente programmatico.

Dato che alla fine è uscito anche il programma di Falce&Martello (alias Cittadini in Comune) dello psichiatra-contadino Scili-Pino, possiamo accingerci a fare questo benedetto confronto per capire in che mani ci stiamo eventualmente rimettendo con questa campagna elettorale.
Le liste presentate sono quattro. Tutti e quattro i programmi sono disponibili nel pdf recuperabile a quest'indirizzo. Ognuno se li può leggere da solo per farsi la propria idea. Ma due di queste, La Destra di Micelli e Rinnovamento in San Pancrazio di Gravili, sono in realtà liste minoritarie, meramente di disturbo. La loro possibilità di eleggere qualche consigliere è minima, figurarsi se parliamo di elezione di sindaci. Dato il carattere particolare di queste due liste, evitiamo di discuterne i programmi, anche perché sono veramente striminziti e c'è poco da dire e da rifletterci sopra. Ci concentriamo invece sugli altri due, quello del Centrosinistra con Ripa e quello di Fascio&Martello di Scili-Pino, quelle che si daranno cioé battaglia vera per la carica di sindaco. Anche se, dati i precedenti storici in tema di risultati elettorali, non ci sentiamo di mettere la mano sul fuoco su quanto sarà dura questa battaglia, visto che la destra a San Pank è immancabilmente e cronicamente una compagine perdente.

Innanzitutto c'è da fare una premessa di tipo linguistico. Capire la lingua usata nella stesura dei programmi può mettere in luce alcuni aspetti sulla modalità di rapportarsi agli elettori da parte dei due diversi schieramenti. L'ulitilizzo di un determinato registro linguistico o meno può far capire se le tematiche portate avanti saranno dedite all'inclusione della "gente comune", alla loro partecipazione, oppure all'esclusione, nel mantenerla a distanza già a partire dal piano strettamente comunicativo. Non solo, l'utilizzo o meno del cosiddetto politichese può far capire le vere intenzioni della lista elettorale. Utilizzare il politichese significa mantenere i concetti in uno stato di vaghezza perenne, non venirne mai a capo e non essere mai specifici. Grazie a questo sub-linguaggio è possibile rendere ambiguo qualsiasi discorso e farlo diventare oscuro, da non addetto ai lavori, in qualsiasi momento. L'oscurità verbale è agli antipodi della concezione della politica a sostegno dei cittadini, in quanto quest'ultima deve essere basata sulla trasparenza e perciò comprensibile a tutti. Chi usa il politichese è di fatto inserito in una immaginaria loggia massonica, in cui l'utilizzo di determinati codici e registri linguistici va incontro all'affiliato, all'altro utilizzatore del politichese, emarginando il semplice cittadino-elettore. Nel caso dei due programmi citati, in quello del Centrosinistra con Ripa è evidente lo sforzo di rendere chiaro il discorso. Sebbene talvolta ci si perda in qualche perifrasi di troppo, il discorso risulta estremamente facile da leggere e gli obiettivi preposti risultano chiari e comprensibili. Dall'altro lato invece, Fascio&Martello utilizza una sintassi elaborata e ridondante, l'esposizione dei concetti è ampollosa, retorica nella sua accezione negativa e mai portata a conclusione. Il tutto risulta immerso in una tale vaghezza che difficilmente si riesce a capire quali siano le idee portate avanti da questa pseudo-lista civica. L'utilizzo del politichese in questo programma diventa poi esponenziale ogni qual votla vengono citate le questioni più pregnanti e questo fa sì che la lettura del programma diventi estremamente pesante e tediosa. Una stesura del genere non si direbbe che provenga da un movimento auto-definitosi Cittadini in Comune, perché tutto fa tranne che rendere partecipi gli elettori delle proprie idee. Insomma, si parla di trasparenza e partecipazione utilizzando un linguaggio oscuro ed emarginante.

Un'altra premessa è doverosa. differentemente da Fascio&Martello che vengono e si accingerebbero ad andare verso una dimensione ignota, amministrativamente parlando, il programma di Centrosinistra con Ripa si colloca in stretta continuità con l'amministrazione precedente. Il che significa conoscere profondamente la situazione amministrativa passata, portare a termine i progetti iniziati e quelli già progettati e continuare nell'opera di gestione dignitosa del nostro comune, così com'è realmente stato, al di là di ciò che affermano gli hardcore-fans scili-piniani e gli eterni perdenti fascistelli della destra sanpancraziese. Inoltre la lista del Centrosinistra nelle sue premesse cita già, esplicitamente, i tagli che il Patto di Stabilità imposto dal governo Berlusconi impone alla manovra economica comunale. Al contrario di Fascio&Martello, niente promesse immantenibili. Quelli sono i soldi ed entro quei margini ci si dovrà muovere. Patti chiari, amicizia lunga.

Andiamo ora a confrontare qualche punto dei due programmi.

SVILUPPO DEL TERRITORIO
Centrosinistra con Ripa: si parla del ruolo strategico di San Pank in rapporto alla viabilità e alla sua posizione geografica, nel collegamento tra la costa jonica e quella adratica, di investimenti per intercettare flussi di turisti verso le marine. Nel far questo si citano degli esempi progettuali concreti, dalla valorizzazione dell'Oasi di Protezione Masseria Angeli alla connessione in veste viabile-turistico del parco di San'Antonio, del parco archeologico Li Castelli e del parco cave. Progetti di cui alcuni già iniziati come ad esempio quello presentato all'Area Vasta Brindisina per la valorizzazione del parco di Sant'Antonio, per cui sono stati stanziati dalla Regione finanziamenti per 910 mila euro adibiti al recupero di 5 ettari di cave.
Fascio&Martello: non si sa quali siano le politiche per lo sviluppo del territorio. Si parla generalmente e vagamente di sistema locale, di antiche tradizioni, di luoghi storici del territorio rurale e del distretto agroalimentare, ma nessun riferimento specifico. Si parla solo di recuperare e valorizzare, ma non si dice cosa né come. C'è solo un riferimento, quello al Corridoio Adriatico e al corridoio Tirrenico-Ionico per «la ricerca delle potenzialità negli assi di sviluppo infrastrutturali.» Per far cosa? Come? Boh.

ATTIVITÀ PRODUTTIVE E COMMERCIO
Centrosinistra con Ripa: si parla della redazione del Piano Commerciale, a cui affiancare innovazioni urbanistiche con aree dedicate agli insediamenti commerciali e altro. Si parla della Consulta delle Attività Produttive con la realizzazione di un punto informativo per i commercianti e non solo. Si parla della sinergia da instaurare (alcune solo da ratificare, visto che sono già instaurate) con Camera di Commercio, GAL, sindacati, banche, ecc. Ma anche di sviluppo delle aree industriali.
Fascio&Martello: c'è un mero elenco di buoni propositi (come quelli che si fanno a capodanno per l'anno nuovo) che comprende sostegno all'imprenditoria giovanile e all'impresa, informatizzazione, nascita di sportelli informativi e altro. Sul come realizzarli nessuna riga è stata scritta. D'altronde è un tema che occupa solo mezza pagina. Data la scarsa attenzione ripostavi saremmo giustificati a pensare che le attività produttive non sono poi così importanti per Scili-Pino & Co.

AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
Centrosinistra con Ripa: il capitoletto dedicato all'agricoltura è quello più approfondito è più chiaro. Non poteva essere altrimenti visto che il candidato sindaco conosce bene la Coldiretti, che è l'unica realtà produttiva agricola vincente in Italia, ora come ora, e l'unica capace di dare risposte concrete, a livello economico e non solo, ai coltivatori. Coldiretti è la strada da seguire se l'agricoltura italiana vuole tornare ad essere produttiva (e questo è un pensiero mio generale, al di là del caso sanpancraziese). Le proposte sono basate su diversificazione tramite attività connesse, diversificazione tramite acorciamento di filiera, mercati a km 0, distretto agroalimentare e sviluppo dell'ambiente rurale. Sono scritte in maniera talmente chiara ed esaustiva che è difficile non capirle. Basta leggerle.
Fascio&Martello: praticamente la nota dolente del programma di Scili-Pino. Il tema su cui da anni ammorba la popolazione di San Pank, l'agricoltura, risulta essere quella più debole dal suo punto di vista programmatico. Si fanno discorsi generali sulla crisi dell'agricoltura, sulla necessità di recupero delle buon vecchie tradizioni contadine, sul fatto che i giovani debbano tornare nelle campagne (Sì? Beh, mandasse i suoi figli in campagna prima di predicare agli altri giovani) e tutte le formule magiche che sentiamo ormai da anni uscire dalle bocche dei populisti di turno. Per far sparire, come un colpo di bacchetta magica, la crisi agricola sanpancraziese (che poi è una crisi generale, mica solo nostra) la soluzione quale sarebbe? Basta scrivere due parole, quasi esoteriche: Città Agricola. Che cos'è una Città Agricola? Non si sa. Come si fa una Città Agricola? Boh. Che vantaggi darà? Devono ancora decidere cosa dire. Vabbè, ma almeno possiamo sapere in che consiste una Città Agricola? La risposta risulta essere non pervenuta. Avrò letto quella parte dozzine di volte, ancora non sono riuscito a venirne a capo. Se qualcuno dovesse capirlo è pregato di contattarmi e di chiarirmi le idee. Paradossalmente, l'argomento forte dello psichiatra-contadino Gennaro non è altro che una bolla di sapone da campagna elettorale. Scili-Pino l'agricoltura non sa neanche dove sta di casa. E ce ne ha dato dimostrazione eloquente incartandosi sulla sua stessa definizione di Città Agricola. Magra figura.

AMBIENTE
Centrosinistra con Ripa: continuità col servizio di raccolta differenziata -magari cercando di superare (aggiungo io) quella splendida soglia del 70% di differenziata raggiunta quest'anno dal comune di San Pank e per cui è stato premiato-, isole ecologiche interrate e punti ecologici, incentivi ai tetti fotovoltaici da realizzare sugli edifici pubblici, nonché Gruppi di Acquisto Solare per le abitazioni private, limitazione dell'inquinamento atmosferico tramite creazione di alternative al traffico veicolare, incentivando così anche lo sviluppo della viabilità green e potenziando i collegamenti urbani ed extra-urbani.
Fascio&Martello: anche qui mezza pagina striminzita per un capitolo che invece dovrebbe essere quello fondamentale in ogni agenda politica degna di tale nome. Si elencano eventuali campagne informative e agevolazioni economiche, ma niente di preciso. Sempre e solo proclami, mai dati e fatti. Ma non sembri strano che sulla materia ambientale non abbiano una posizione chiara. Innanzitutto bisogna ricordare che un'anima di questo movimento (il PDL) è favorevole al nucleare, tramite diktat dall'alto dei partiti, mentre l'altra (Rifondazione) ha da sempre condotto battaglie -almeno così le autodefiniscono- contro il fotovoltaico a favore della tutela del vigneto ad alberello. Conoscendo i sentimenti della gente in materia ambientale, soprattutto nell'ultimo periodo, non gli conviene certo esporsi. Così si sono fottuti un'altro argomento che poteva fare presa criticamente sulle persone.

GLI ALTRI TEMI
Per questioni di brevità e leggibilità del post, ometto gli altri temi trattati nei due programmi. Temi che vanno dallo sport, passando dalla cultura per arrivare alla scuola. Li ometto primo perché i programmi sono disponibili nel link in alto e quindi ognuno può andare a leggerseli, secondo perché, arrivati a questo punto, si può ben capire qual'è l'andazzo. Da una parte abbiamo una lista che si è sforzata di rendere fruibili e condivisibili le sue idee agli elettori, dall'altra Fascio&Martello ha steso un programma solo perché c'era la necessità di presentarlo, non perché ne avessero davvero uno. Hanno definito quella coalizione un minestrone, il loro documento programmatico è peggio ancora: una melassa indistinta che copre tutto in cui non si riesce mai a distinguere quel che c'è sotto. Fascio&Martello vende aria fritta ed è consapevole di farlo, scodella parole vuote per nascondere concetti seri arrocandosi nel populismo di matrice protagonistica, dove un candidato si erge a messia e gli adepti di tale religione politica devono solo seguirlo, indipendentemente da quali siano i contenuti politici e le competenze/qualità personali per poterlo fare.

Al di là di quei pochi folli, la corte di nani, ballerine e cantanti di cui si è sempre circondato Scili-Pino -mostruosa sgangherata armata brancaleone post-moderna, di cui hanno perso il valore dell'ingenuità per acquisire quello della bramosia di potere-, non credo che il livello critico dei cittadini sanpancraziesi sia caduto così in basso. Siamo ancora capaci di distinguere un millantatore megalomane da una persona onesta. E credo che questa differenza sostanziale si farà sentire domenica e lunedì prossimo. Mandare a casa Scili-Pino, definitivamente, facendogli capire che ha perso qualsiasi credibilità politica, è un dovere civico di ogni sanpancraziese. Personaggi del genere fanno malissimo alla nostra comunità. Eleggerlo significherebbe mandare in malora quel poco di buono che in questo paese è stato costruito negli ultimi anni, solo per aver dato adito alla megalomania di una singola persona.

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