martedì 31 dicembre 2013

Zio Paperone e la Disfida dei Dollari: continua l'ottima riproposizione delle avventure dei paperi di Barks

La copertina del volume Rizzoli-Lizard
Secondo volume edito dalla Rizzoli Lizard e dedicato alla pubblicazione cronologica delle fantasmagoriche storie create dall'"Uomo dei Paperi" Carl Barks, Zio Paperino e la disfida dei dollari riprende il 12° volume dell'edizione americana Fantagraphics e, come da titolo, concentra le proprie pagine sulle avventure del papero più avaro del mondo, creazione originale del maestro dell'Oregon, pubblicate sui comic-books americani nel triennio '52-'54. 

Il volume segue la scia di Paperino e il mistero degli Incas, alternando al suo interno le storie lunghe dalla trama ariosa e avventurosa, gli episodi brevi da poche tavole e le gag a pagina singola, tutte e tre forme narrative perfettamente rodate ognuna su quella forma espressiva e su quel contenuto identificante che hanno portato Barks a essere considerato uno dei più grandi autori Disney di sempre a livello mondiale.

Le storie qui contenute mostrano uno Zio Paperone personaggio già maturo, le cui caratteristiche principali risultano perlopiù già definite: l'avarizia totale mitigata da un cuore d'oro pronto a venire a galla quando necessario (in Zio Paperone e la stella del Polo), l'ingegno multiforme misto all'astuzia da papero navigato per raggiungere i propri obiettivi (in Zio Paperone e la disfida dei dollari), la sete d'avventura placata dal raggiungimento dei luoghi più esotici del globo (in Zio Paperone nell'isola dei menehunes) e l'ingenua ma positiva capacità di gettarsi a capofitto nelle imprese più ardue, rimboccandosi le maniche davanti agli ostacoli che appaiono insormontabili (in Zio Paperone il pesce (d'oro) d'aprile e in Zio Paperone pesca lo Skirillione). Mancano del tutto invece le spigolosità e le asprezze che caratterizzavano il personaggio nei suoi primi anni editoriali, quando, in qualità di comprimario delle storie di Paperino, esprimeva ancora una sgradevole spietatezza da capitalista d'assalto nel raggiungimento dei propri interessi economici di natura imperialista a scapito di tutti gli altri esseri viventi.

La discesa negli abissi e
la scoperta di Atlantide in 
Zio Paperone pesca lo Skirillione
Monumentali per la maestria narrativa con cui sono realizzate due delle storie contenute nel volume: Zio Paperone pesca lo Skirillione e Zio Paperone e la dollarallergia.
La prima è costruita attraverso una perfetta struttura in tre atti in cui alla preparazione della vicenda (la trasformazione di una moneta da 25 centesimi in una da dieci skirillioni di dollari) segue un memorabile intermezzo slapstick al gusto di torta, con una conclusione fantarcheologica che porta i paperi addirittura a scoprire il continente perduto di Atlantide, negli abissi dell'Oceano Atlantico.
La seconda è una tragedia mascherata, filtrata attraverso la teoria del caos resa da una spassosissima, a livello grafico, allergia al denaro. Ispirato al Orizzonte perduto di James Hilton, la dollarallergia mostra come l'inserimento di una forma di transazione legata al denaro (qui sostituito dal concetto di tappo) possa turbare il più puro e arcaico paradiso sociale terrestre. Un concetto ripreso anche dal belgo Peyo, nel momento in cui il denaro arriva a turbare la società idilliaca delle sue piccole creature blu in Il puffo banchiere (1992).

Da sottolineare infine come siano presenti anche elementi che in seguito diventeranno topici della figura paperoniana: il "Manuale delle Giovani Marmotte" e, su tutti, la famosa "numero 1" (in Zio Paperone e la Banda Bassotti), prima moneta guadagnata dall'avaro piumoso e considerata un potentissimo portafortuna, tanto da attirare le mire della fattucchiera Amelia (altro personaggio originale partorito dal pennino di Barks) con i suoi ripetuti e infruttuosi tentativi di rubarla per fonderla e dare vita al più potente amuleto del mondo. Non solo, vi è anche la presenza di personaggi minori destinati però a imprimersi nell'immaginario dei fan: in primis Doretta Doremì, vecchia cotta giovanile di Paperone, ripresa in seguito nella sontuosa Saga di Paperon de' Paperoni a opera di Don Rosa, l'unico vero erede dell'immaginario barksiano.

Zio Paperone alle prese
con la dollarallergia 
Completano il volume, cartonato e con una qualità di stampa ottima, gli approfondimenti storico-critici sulle singole storie e sulla figura dello stesso "Uomo dei Paperi", a opera dei più acclamati esperti mondiali del corpus di storie barksiano.
Peccato solo per la periodicità di questa collana. La lunga cadenza di pubblicazione infatti metterà a dura prova l'astinenza da storie di Barks accusata ogni volta che vi ritroverete a voltare l'ultima pagina di questi bellissimi volumi dedicati ai paperi disneyani.

L'anteprima di Zio Paperino e la disfida dei dollari potete trovarla qui.

L'elenco delle storie contenute nel volume:
-Zio Paperone e la disfida dei dollari
-Un prodotto straordinario
-Offerte speciali
-Un investimento oculato
-Zio Paperone e il semaforo rosso
-Zio Paperone e la stella del Polo
-Una scala economica
-Bisogna saper perdere
-Zio Paperone il pesce (d'oro) d'aprile
-Due basette molto care
-Zio Paperone e la cassa di rafano
-Dove finisce l'arcobaleno?
-Dar da mangiare...
-Zio Paperone e la Banda Bassotti
-Il balletto, che passione!
-Il peso... del denaro
-Zio Paperone nell'isola dei menehunes
-Un cuore d'oro!
-L'ospite giusto
-Zio Paperino pesca lo skirillione
-...ma per un decino
-Una bibita per tutti?
-Zio Paperone e la dollarallergia
-Non basta l'Oro Nero!
-Perseveranza premiata
-Zio Paperone e il tesoro del vecchio Volpe
-Il pensiero... paga

Di seguito trovate tre delle gag a pagina singola contenute nel volume. Basta cliccare sulle immagini per ingrandirle.
(Le immagini sono proposte a mero scopo divulgativo, tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari)
Non basta l'Oro Nero!

Il pensiero... paga

Perseveranza premiata

giovedì 26 dicembre 2013

Zot! di Scott McCloud: il valore di una serie che ha cambiato il fumetto americano


Copertina di Zot! n. 11
Due realtà parallele a confronto: la Terra, con le sue gioie, le sue miserie e le sue infinite complicazioni quotidiane; dall'altra parte la Terra, stesso nome ma essenza differente, un utopistico luogo epurato da tutto ciò che di sgradevole caratterizza la nostra reale società. Tanto imperfetta e caotica la prima, quanto perfetta e ordinata la seconda. Tra le due realtà Zot, supereroe abitante della Terra perfetta in perenne lotta con i classici supercriminali che tentano inutilmente di sconfiggerlo, e Jenny, ragazza della Terra imperfetta, dominata dalle incertezze esistenziali tipiche di quell'età di passaggio che è l'adolescenza. Sono reciprocamente legati da un forte sentimento ed entrambi possono passare da una dimensione all'altra grazie a un'invenzione di Max, lo zio scienziato di Zot. Sulle avventure vissute a cavallo delle due dimensioni e sul confronto con le persone vicine il rapporto che lega i due adolescenti è destinato a crescere e maturare.
Su questa canovaccio di fondo, Scott McCloud imbastisce la trama di una delle serie a fumetti più importanti per il panorama dei comic-books americani, serializzato tra il 1984 e il 1991 sulle pagine dell'omonima rivista pubblicata dalla casa editrice indipendente Eclipse Comics.

Nonostante l'impatto avuto da Zot! sul comic-dom statunitense, McCloud nel resto del mondo è maggiormente noto per quelle tre opere diventate poi fondamentali per l'analisi delle caratteristiche e del funzionamento del medium fumettistico: Capire il fumetto (1993), Reinventare il fumetto (2000) e Fare il fumetto (2006), tutte e tre pubblicate in Italia da Pavesio Editore. Esse costituiscono l'impianto teorico di base, insieme al Fumetto & Arte Sequenziale di Will Eisner, con cui avvicinarsi alla critica, all'analisi e alla produzione di storie disegnate. L'approccio sistematico e innovativo di McCloud e l'attenzione dedicata al disvelamento di tutti i meccanismi di funzionamento interno del medium è stata tanta e tale da fargli meritare l'epiteto di "McLuhan del fumetto", con riferimento a uno dei più grandi teorici della comunicazione e massmediologi, a cui Capire il fumetto si rifà sin dal titolo (Understanding Comics il mccloudiano, Understanding Media il mcluhaniano).


L'importanza dell'azione nei primi
albi di Zot!. Tavola tratta dal n. 7 
Col senno di poi si può considerare Zot! un fumetto "consapevole", cioè una produzione capace di sfruttare efficacemente molte delle possibilità globali del medium, uscendo dai recinti del puro genere supereroistico di cui, perlomeno all'inizio, non è altro che l'ennesima rivisitazione. Nelle storie iniziali sono infatti presenti tutti i cliché del caso: il supereroe bello, impavido e dotato di un grandissimo senso di giustizia; lo scienziato/parente le cui scoperte tecnologiche aiutano l'eroe a sconfiggere il male; il gruppo di amici e aiutanti che condividono spazio e tempo del protagonista principale; la ragazza amata e indifesa da proteggere a tutti i costi; i vari e pittoreschi super-criminali, diversi nei poteri e nelle modalità di attacco, ma tutti accomunati dal malvagio intento di piegare l'umanità e il mondo ai propri voleri. Intorno a queste cinque categorie di personaggi ruotano le vicende classicamente impostate come ogni manuale di narrativa consiglia: si parte da un cambiamento in negativo dello status quo, si passa a una sezione centrale dominata dal conflitto, si chiude con la risoluzione degli antagonismi e il ritorno allo status quo. Tutto ciò fino a un certo punto della pubblicazione editoriale, dove questo schema comincia man mano a cedere il passo a una concezione estetica e narrativa differente. Dal punto di vista della trama le prime avvisaglie di questo cambiamento si hanno con l'innesto di alcuni leggeri spunti di riflessione che, partendo dal paragone fatto (e vissuto) dai protagonisti delle due Terre nell'approccio ai costumi sociali della rispettiva realtà parallela, diventano l'occasione per imbastire una mini-critica ai miti dominanti della nostra società: capitalismo, tecnocrazia, concetto di giustizia e così via. Ma il punto di rottura totale si ha con l'albo n. 27 Buon anno nuovo - parte 2 in cui, grazie a un artificio narrativo introdotto da McCloud (e che ovviamente non sto qui a svelarvi), le vicende di Jenny e Zot cambiano completamente volto. Dal successivo numero infatti (n. 28 La giornata di Jenny) la narrazione cambia rotta e le storie supereroistiche, in cui l'azione era struttura fondativa, cedono il passo a vicende personali, legate alla quotidianità dei personaggi, al rapporto che hanno con sé stessi, gli altri e il mondo. Da qui in poi l'insistenza cade sui personaggi e sul loro approfondimento psicologico, in un racconto corale che comprende anche quei characters fino ad allora secondari (il gruppetto di amici di Jenny) e volto a svelare dubbi, aspettative e comportamenti tipici dell'adolescenza, età di transizione per antonomasia, accompagnando il lettore fino alla fine del suo cammino editoriale. La differenza è evidente e lo è al punto tale da far meritare al nuovo ciclo un altro titolo: Storie della Terra, in netto contrasto con il precedente Eroi e criminali. Le azioni concitate e dinamiche nel secondo ciclo lasciano il posto ai dialoghi, ai giochi di sguardi e alle pause, focalizzando l'attenzione più sul sentire dei personaggi che non sulle loro azioni.


Utilizzo di metafore visive in uso negli
shojo-manga. Tavola tratta da Zot! n.31
Nonostante l'evidente difficoltà di McCloud nel disegno, il cui stile rivela una manualità nulla più che dignitosa, questa differenza è evidente anche (e forse più) a livello grafico, dove l'impostazione sincopata e fortemente iconica del fumetto supereroistico americano trasfigura le sue vignette in una cadenza sequenziale con forti rimandi al fumetto europeo e, soprattutto, al manga giapponese. Nonostante il passaggio sia avvenuto gradualmente con le ultime storie del primo ciclo, attraverso l'inserimento di piccole sottolineature a livello narrativo sull'emotività dei personaggi, è soltanto nel secondo ciclo che questo passaggio esprime tutta la sua potenza comunicativa. Utilizzando il lessico tecnico teorizzato dallo stesso McCloud nel successivo Capire il fumetto, i passaggi "da azione ad azione", tipici del genere supereroistico e imperanti nel primo ciclo, vengono sostituiti dai passaggi "da soggetto a soggetto" (per aumentare il coinvolgimento emotivo del lettore) e "da aspetto ad aspetto" (per rallentare il tempo ed evidenziare gli stati d'animo dei personaggi), abitualmente usati (e abusati) nei manga giapponesi. Come dai fumetti nipponici sono presi anche alcuni elementi fortemente iconici, come l'utilizzo frequente delle linee cinetiche e le metafore visive tipiche degli shojo-manga che, circondando di fiori, stelle e luccicosità i personaggi, tendono ad evidenziare il senso di stupore e di ammirazione provato dai protagonisti (un espediente utilizzato nel n. 31 Scontro tra Titani). 
Per riprendere i concetti tecnici sopraccitati oppure tentare un primo approfondimento, si possono recuperare le slide che avevo preparato per il seminario su "Teoria e storia del fumetto" che ho tenuto agli studenti dell'Università del Salento e che potete trovare a questo link. Oppure, meglio ancora, procurarsi direttamente Capire il fumetto.

Ma al di là dei tecnicismi e delle caratteristiche narrative della serie in sé, bisogna sottolineare il fatto che tutte queste innovazioni sono state introdotte in un mercato, quello dei fumetti americani degli anni '80, dominato dai supereroi e dove lo spazio per altri temi e modi di narrare erano davvero minimi, confinati spesso nelle realtà dei prodotti underground e settoriali; un mercato in cui c'era pochissimo spazio per fumetti non autoctoni e dove tutta la produzione estera era ancora quasi del tutto sconosciuta al pubblico di lettori mainstream. L'intuizione di McCloud quindi è stata quella di inserire questi nuovi temi e modi di narrare in una tipica serie di supereroi, spiazzando e allo stesso tempo attuando un'opera di fidelizzazione graduale dei propri lettori, trovatisi davanti a una realtà differente da quella che erano solitamente abituati a interpretare. 


Tavola tratta dal n.35 candidato agli
Eisner Award. Si noti l'uso efficace
dei passaggi da aspetto ad aspetto
Come tutti i grandi cambiamenti, l'attestazione di valore non è stata istantanea e, tenendo conto anche del fatto che durante la sua prima serializzazione Zot! poteva contare solo sulle copie distribuite dalla sua piccola casa editrice indipendente, c'è voluto del tempo prima che si arrivasse a percepire la reale portata delle innovazioni mccloudiane. In quegli anni il concetto di graphic novel introdotto da Will Eisner, con le sue potentissime narrazioni a metà tra biografia e romanzo, non aveva ancora attecchito al di fuori del settore specialistico dei fumettari e il Maus di Spiegelman non aveva ancora sfondato il muro dei preconcetti guadagnandosi il premio "Pulitzer per la Letteratura", ottenuto successivamente nel '92. Ciò nonostante, oltre che di questi giganti dell'arte sequenziale la critica fumettistica si accorgeva anche del valore della serie di McCloud, candidando nel '91 l'albo n.33 Normale come "miglior albo singolo" agli Harvey Award e l'albo n.35 La conversazione agli Eisner Award. Guarda caso sono entrambi episodi incentrati su aspetti raramente trattati nella produzione supereroistica americana: la discriminazione sessuale di genere il primo, le aspettative/decisioni adolescenziali in materia sessuale il secondo. Ma è solo questione di tempo prima che la strada tracciata da McCloud, insieme ad altri fumettisti suoi contemporanei, arrivi a modificare il mercato editoriale dei comic-books, traghettandoci all'attuale situazione in cui, a distanza ormai di più di 20 anni, generi e temi diversissimi tra loro riescono a occupare più o meno ugualmente gli spazi delle librerie dedicate ai fumetti.


La copertina del volume
italiano edito dalla Bao
L'edizione italiana di Zot! (che doveva essere pubblicata tempo fa dalla Black Velvet) è a cura della milanese Bao Publishing ed è ricalcata sull'edizione americana uscita per i tipi della Harper. Comprende tutta la produzione in bianco e nero, lasciando fuori i primi 10 numeri a colori e un paio di spin-off affidati alle matite di Chuck Austen e di Matt Feazell, con la rettifica e la correzione di alcuni piccoli particolari estetici e narrativi, come spiegato dallo stesso McCloud nell'introduzione. In calce a ogni episodio sono anche presenti una serie di illustrazioni e di commenti dell'autore che svelano storie e retroscena legati alla creazione di Zot!, ma anche alle vicende personali vissute dallo stesso McCloud durante la sua serializzazione, nonché alle origini della sua formazione come autore di fumetti: dalla condivisione di idee e progetti col compagno di classe Kurt Busiek (altro gigante del fumetto americano) al rapporto lavorativo/emotivo con l'attuale moglie già "assistente alla trama", alla creazione della Carta dei Diritti degli Autori di Fumetti, nel periodo in cui la serie usciva nelle edicole e nelle fumetterie d'America. In definitiva, questo della Bao è un ottimo volume che non dovrebbe mancare nelle librerie degli appassionati di fumetto; da abbinare magari agli altri volumi teorici di McCloud, uno degli autori più significativi della storia fumettistica dell'ultimo trentennio.

In aggiunta alle storie cartacee, l'autore nel 2000 ha ripreso in mano l'universo di Zot! dedicandogli una nuova storia nel formato del web-comic, una forma spesso utilizzata da McCloud, sempre attentissimo alle nuove potenzialità creative insite nei new media. Uscire dalla griglia imposta dalla tavola cartacea  rettangolare dà la possibilità di sperimentare nuovi metodi di conduzione della lettura, avendo a disposizione uno spazio virtualmente infinito grazie allo scrolling verticale della pagina web visualizzata all'interno dei browser. Ed è quello che fa McCloud, guidando il lettore sullo schermo del PC attraverso una serie di linee guida e di vignette "dilatate", qualcosa che difficilmente si potrà mai leggere su carta. Vedere per credere. È possibile leggere l'episodio, intitolato Hearts and minds, in maniera del tutto gratuita, visitando l'apposita sezione del sito dell'autore.
Mentre l'anteprima del volume italiano di Zot! la potete leggere cliccando qui.

venerdì 20 dicembre 2013

Paperino e il mistero degli Incas: ritorna l'Uomo dei Paperi in una edizione prestigiosa

La copertina del volume Rizzoli-Lizard
Sulla scia della Carl Barks Library edita dall'americana Fantagraphics, Paperino e il mistero degli Incas è il primo dei (speriamo) tanti volumi dedicati dalla Rizzoli-Lizard alle storie paperopolesi create da uno dei più grandi autori disneyani mai esisti: Carl Barks. 

Il volume è incentrato sulle vicende di Paperino e dei tre nipoti Qui, Quo e Qua (con delle brevi apparizioni di Zio Paperone e Gastone), apparse sui comic-books americani nel biennio '48-'49, e presenta una selezione suddivisa per lunghezza degli episodi: dalle storie lunghe di 30 e passa pagine alle ten-paper composte da 10 tavole, per finire con le gag a pagina singola. 

Tre diverse impostazioni narrative che mettono in mostra la bravura e la versatilità dell'autore dell'Oregon nell'orchestrare le vicende dei paperi disneyani. Dall'avventura e l'epicità in grandi trasferte delle storie lunghe, si passa efficacemente al ritmo serrato e all'ambientazione semi-domestica delle ten-paper, per arrivare all'istantanea umoristica delle gag a pagina singola.

Sono presentati, arricchiti da una colorazione restaurata, veri e propri capolavori come, tra gli altri, il famosissimo e citatissimo Paperino e il mistero degli Incas, che dà il titolo al volume, e Paperino e il feticcio, prima sgradevole attestazione del capitalismo selvaggio del plurimiliardario Paperon De Paperoni, dove per oltre settant'anni gli viene sguinzagliato dietro uno zombi da parte di uno sciamano africano, vendicativa conseguenza dello sfruttamento coloniale subìto dal suo villaggio a opera del magnate paperopolese. Non da meno sono le più brevi Paperino enciclopedico, Paperino e gli incubi e le altre ten-paper, vere e proprie perle umoristiche costruite su una struttura grafico-narrativa praticamente perfetta. 

Sono tutte quelle storie che hanno contribuito a elevare i paperi americani dalla statura di semplici macchiette, protagoniste dei cortometraggi animati, a veri e propri attori pensanti, sfaccettati e complessi, ritratto di un'umanità multiforme trasfigurata dietro maschere di piume. Perché Carl Barks, come recita la quarta di copertina, è stato «un'artista in grado di vedere i propri personaggi non come animali parlanti ma come "persone che per caso somigliano tanto a dei paperi".»

Finalmente anche per "l'Uomo dei paperi" Barks un'edizione prestigiosa, cartonata e impreziosita da un ricco apparato di testi critici. Se ne sentiva davvero il bisogno.

L'anteprima di Paperino e il mistero degli Incas potete trovarla qui

L'elenco delle storie contenute nel volume.
Le Avventure:
-Paperino e l'albero di Natale
-Paperino e l'isola misteriosa!
-Paperino e il mistero degli Incas
-Paperino e il feticcio

Le Storie Brevi:
-Paperino nel paese dei giocattoli
-Paperino enciclopedico
-Paperino ispettore scolastico
-Paperino e gli incubi
-Paperino e il ladro di cavalli
-Paperino e il rubino
-L'eredità di Paperino
-Paperino e l'eco magica
-Paperino e Maschera Nera

Le Gag:
-Paperino vacci piano!
-Chi la fa l'aspetti!
-Come addobbare un albero di Natale
-Paperino al ricevimento
-C'è un limite alla sopportazione
-Ogni giorno s'impara qualcosa
-Paperino non esagerare!


Di seguito trovate tre delle gag a pagina singola contenute nel volume. Basta cliccare sulle immagini per ingrandirle.
(Le immagini sono proposte a mero scopo divulgativo, tutti i diritti appertengono ai legittimi proprietari)


Paperino vacci piano! 

Chi la fa l'aspetti!

Come addobbare un albero di Natale

domenica 15 dicembre 2013

Dodici: il primo passo falso di Zerocalcare

La copertina del volume
Dopo mesi di lunedine strisce telematiche, due buoni volumi antologici contenenti le suddette e-strips e un piccolo gioiellino come Un polpo alla gola, sospeso tra il ricordo autobiografico e la distorsione egoistica di matrice mnemonica, arriva il primo passo falso di Zerocalcare.

Dodici è il quarto volume pubblicato dall'autore capitolino per i tipi milanesi della Bao Publishing ed è incentrato sulle vicende di Secco, Katja e Cinghiale -amici di uno Zerocalcare-personaggio qui in coma- intenti a trovare un modo per fuggire da una Rebibbia, il quartiere romano, la cui popolazione è decimata dall'attacco degli zombie. 

Sottotono e poco ispirato, Dodici sembra più un atto dovuto prestato alla casa editrice milanese, utile a mungere il mercato editoriale cavalcando l'onda del successo dell'autore romano. A maggior ragione tenendo conto della tematica zombesca, trend universale attualmente dominante dopo l'exploit di Walking Dead.

Con questo volume Zerocalcare dimostra per sottrazione di trovarsi maggiormente a suo agio nei meccanismi narrativi legati alla quotidianità autobiografica, inciampando spesso nella creazione di una tensione orrorifica e misterica incapace di emergere, mai esplosa davvero nel corso delle 96 pagine di Dodici. Una dubbia scelta tematica, capace di svalutare anche leitmotiv rodati come la romanità di luoghi e personaggi e i piccoli stacchi surreal-umoristici recitati da noti personaggi della cultura popolare, veri e propri cavalli di battaglia dell'autore romano.

Da considerare un'opera minore nella bibliografia zerocalcariana.
Meglio recuperare Un polpo alla gola, finora la sua prova migliore.

L'anteprima di Dodici potete trovarla qui.

sabato 16 marzo 2013

I nuovi Presidenti di Camera e Senato: un segnale di buona politica

La nuova Presidente della Camera
Laura Boldrini
L'elezione di Laura Boldrini e di Pietro Grasso a, rispettivamente, Presidente della Camera e Presidente del Senato è una grandissima LEZIONE DI CIVILTÀ E DI BUONA POLITICA da parte della maggioranza degli eletti nelle due camere e su tutti, ovviamente, da parte del centrosinistra.

LA CESURA COL PASSATO È NETTA ED EVIDENTE. Basta guardare i curricula personali dei nuovi rappresentanti e paragonarli a quelli di chi ha ricoperto finora i due importantissimi ruoli istituzionali.

Gianfranco FINI (ex-MSI, quindi fascista di nascita, ora FLI), prima della scissione col PDL, è stato Presidente della Camera dal 2008 al 2013. Si devono a lui leggi oscurantiste e repressive, approvate durante gli ultimi due governi Berlusconi, come la "Bossi-Fini" sull'immigrazione -che introduce il REATO di clandestinità- e la "Fini-Giovanardi" sulle droghe -che abolisce la distinzione giuridica tra droghe leggere e droghe pesanti-.

Laura BOLDRINI (eletta nelle fila di SEL) è stata invece Portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, occupandosi di missioni umanitarie dall'altissimo potenziale etico e civile nei luoghi "caldi" del mondo, contraddistinti da gravissime crisi umanitarie, come l'ex-Jugoslavia, l'Afghanistan, l'Iraq, il Sudan, l'Angola e il Ruanda. Laura Boldrini ha fatto della SOLIDARIETÀ e della LOTTA PER I DIRITTI UMANI il messaggio fondante della sua stessa vita.

Renato SCHIFANI (ex DC, ora PDL) è stato Presidente del Senato dal 2008 al 2013. Tra le altre cose, a lui si deve il cosiddetto "Lodo Schifani" -poi dichiarato incostituzionale- che sospendeva i processi in corso contro le cinque più alte cariche dello Stato, una norma che di fatto prevedeva la sospensione del processo SME in cui era imputato Silvio Berlusconi fino a quando quest'ultimo fosse rimasto in carica. Schifani è stato anche incriminato per CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA, per i rapporti intrattenuti coi boss della mafia siciliana negli anni '80.

Pietro GRASSO (eletto nelle fila del PD) invece, oltre ad aver avuto un ruolo in qualità di giudice nel maxiprocesso a Cosa Nostra nella metà degli anni '80, dal 2005 fino al 2012 è stato Procuratore nazionale Antimafia, impegnando così la propria carriera professionale e la propria vita nella LOTTA ALLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI ORGANIZZATE.

Dalla repressione dei diritti umani di Fini alla lotta per la solidarietà della Boldrini, dalla collusione mafiosa di Schifani all'antimafia di Grasso la cesura è evidente.
Se il buongiorno si vede dal mattino, questo è il miglior segnale d'inizio che il centrosinistra e le nuove camere potessero dare.
E così, insieme alla speranza che sia davvero una legislatura duratura, aumenta anche il rammarico per l'esito del voto causato da una campagna elettorale inesistente (quella del PD) e da una legge elettorale infame che va cambiata il più presto possibile.