domenica 15 dicembre 2013

Dodici: il primo passo falso di Zerocalcare

La copertina del volume
Dopo mesi di lunedine strisce telematiche, due buoni volumi antologici contenenti le suddette e-strips e un piccolo gioiellino come Un polpo alla gola, sospeso tra il ricordo autobiografico e la distorsione egoistica di matrice mnemonica, arriva il primo passo falso di Zerocalcare.

Dodici è il quarto volume pubblicato dall'autore capitolino per i tipi milanesi della Bao Publishing ed è incentrato sulle vicende di Secco, Katja e Cinghiale -amici di uno Zerocalcare-personaggio qui in coma- intenti a trovare un modo per fuggire da una Rebibbia, il quartiere romano, la cui popolazione è decimata dall'attacco degli zombie. 

Sottotono e poco ispirato, Dodici sembra più un atto dovuto prestato alla casa editrice milanese, utile a mungere il mercato editoriale cavalcando l'onda del successo dell'autore romano. A maggior ragione tenendo conto della tematica zombesca, trend universale attualmente dominante dopo l'exploit di Walking Dead.

Con questo volume Zerocalcare dimostra per sottrazione di trovarsi maggiormente a suo agio nei meccanismi narrativi legati alla quotidianità autobiografica, inciampando spesso nella creazione di una tensione orrorifica e misterica incapace di emergere, mai esplosa davvero nel corso delle 96 pagine di Dodici. Una dubbia scelta tematica, capace di svalutare anche leitmotiv rodati come la romanità di luoghi e personaggi e i piccoli stacchi surreal-umoristici recitati da noti personaggi della cultura popolare, veri e propri cavalli di battaglia dell'autore romano.

Da considerare un'opera minore nella bibliografia zerocalcariana.
Meglio recuperare Un polpo alla gola, finora la sua prova migliore.

L'anteprima di Dodici potete trovarla qui.

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