giovedì 26 dicembre 2013

Zot! di Scott McCloud: il valore di una serie che ha cambiato il fumetto americano


Copertina di Zot! n. 11
Due realtà parallele a confronto: la Terra, con le sue gioie, le sue miserie e le sue infinite complicazioni quotidiane; dall'altra parte la Terra, stesso nome ma essenza differente, un utopistico luogo epurato da tutto ciò che di sgradevole caratterizza la nostra reale società. Tanto imperfetta e caotica la prima, quanto perfetta e ordinata la seconda. Tra le due realtà Zot, supereroe abitante della Terra perfetta in perenne lotta con i classici supercriminali che tentano inutilmente di sconfiggerlo, e Jenny, ragazza della Terra imperfetta, dominata dalle incertezze esistenziali tipiche di quell'età di passaggio che è l'adolescenza. Sono reciprocamente legati da un forte sentimento ed entrambi possono passare da una dimensione all'altra grazie a un'invenzione di Max, lo zio scienziato di Zot. Sulle avventure vissute a cavallo delle due dimensioni e sul confronto con le persone vicine il rapporto che lega i due adolescenti è destinato a crescere e maturare.
Su questa canovaccio di fondo, Scott McCloud imbastisce la trama di una delle serie a fumetti più importanti per il panorama dei comic-books americani, serializzato tra il 1984 e il 1991 sulle pagine dell'omonima rivista pubblicata dalla casa editrice indipendente Eclipse Comics.

Nonostante l'impatto avuto da Zot! sul comic-dom statunitense, McCloud nel resto del mondo è maggiormente noto per quelle tre opere diventate poi fondamentali per l'analisi delle caratteristiche e del funzionamento del medium fumettistico: Capire il fumetto (1993), Reinventare il fumetto (2000) e Fare il fumetto (2006), tutte e tre pubblicate in Italia da Pavesio Editore. Esse costituiscono l'impianto teorico di base, insieme al Fumetto & Arte Sequenziale di Will Eisner, con cui avvicinarsi alla critica, all'analisi e alla produzione di storie disegnate. L'approccio sistematico e innovativo di McCloud e l'attenzione dedicata al disvelamento di tutti i meccanismi di funzionamento interno del medium è stata tanta e tale da fargli meritare l'epiteto di "McLuhan del fumetto", con riferimento a uno dei più grandi teorici della comunicazione e massmediologi, a cui Capire il fumetto si rifà sin dal titolo (Understanding Comics il mccloudiano, Understanding Media il mcluhaniano).


L'importanza dell'azione nei primi
albi di Zot!. Tavola tratta dal n. 7 
Col senno di poi si può considerare Zot! un fumetto "consapevole", cioè una produzione capace di sfruttare efficacemente molte delle possibilità globali del medium, uscendo dai recinti del puro genere supereroistico di cui, perlomeno all'inizio, non è altro che l'ennesima rivisitazione. Nelle storie iniziali sono infatti presenti tutti i cliché del caso: il supereroe bello, impavido e dotato di un grandissimo senso di giustizia; lo scienziato/parente le cui scoperte tecnologiche aiutano l'eroe a sconfiggere il male; il gruppo di amici e aiutanti che condividono spazio e tempo del protagonista principale; la ragazza amata e indifesa da proteggere a tutti i costi; i vari e pittoreschi super-criminali, diversi nei poteri e nelle modalità di attacco, ma tutti accomunati dal malvagio intento di piegare l'umanità e il mondo ai propri voleri. Intorno a queste cinque categorie di personaggi ruotano le vicende classicamente impostate come ogni manuale di narrativa consiglia: si parte da un cambiamento in negativo dello status quo, si passa a una sezione centrale dominata dal conflitto, si chiude con la risoluzione degli antagonismi e il ritorno allo status quo. Tutto ciò fino a un certo punto della pubblicazione editoriale, dove questo schema comincia man mano a cedere il passo a una concezione estetica e narrativa differente. Dal punto di vista della trama le prime avvisaglie di questo cambiamento si hanno con l'innesto di alcuni leggeri spunti di riflessione che, partendo dal paragone fatto (e vissuto) dai protagonisti delle due Terre nell'approccio ai costumi sociali della rispettiva realtà parallela, diventano l'occasione per imbastire una mini-critica ai miti dominanti della nostra società: capitalismo, tecnocrazia, concetto di giustizia e così via. Ma il punto di rottura totale si ha con l'albo n. 27 Buon anno nuovo - parte 2 in cui, grazie a un artificio narrativo introdotto da McCloud (e che ovviamente non sto qui a svelarvi), le vicende di Jenny e Zot cambiano completamente volto. Dal successivo numero infatti (n. 28 La giornata di Jenny) la narrazione cambia rotta e le storie supereroistiche, in cui l'azione era struttura fondativa, cedono il passo a vicende personali, legate alla quotidianità dei personaggi, al rapporto che hanno con sé stessi, gli altri e il mondo. Da qui in poi l'insistenza cade sui personaggi e sul loro approfondimento psicologico, in un racconto corale che comprende anche quei characters fino ad allora secondari (il gruppetto di amici di Jenny) e volto a svelare dubbi, aspettative e comportamenti tipici dell'adolescenza, età di transizione per antonomasia, accompagnando il lettore fino alla fine del suo cammino editoriale. La differenza è evidente e lo è al punto tale da far meritare al nuovo ciclo un altro titolo: Storie della Terra, in netto contrasto con il precedente Eroi e criminali. Le azioni concitate e dinamiche nel secondo ciclo lasciano il posto ai dialoghi, ai giochi di sguardi e alle pause, focalizzando l'attenzione più sul sentire dei personaggi che non sulle loro azioni.


Utilizzo di metafore visive in uso negli
shojo-manga. Tavola tratta da Zot! n.31
Nonostante l'evidente difficoltà di McCloud nel disegno, il cui stile rivela una manualità nulla più che dignitosa, questa differenza è evidente anche (e forse più) a livello grafico, dove l'impostazione sincopata e fortemente iconica del fumetto supereroistico americano trasfigura le sue vignette in una cadenza sequenziale con forti rimandi al fumetto europeo e, soprattutto, al manga giapponese. Nonostante il passaggio sia avvenuto gradualmente con le ultime storie del primo ciclo, attraverso l'inserimento di piccole sottolineature a livello narrativo sull'emotività dei personaggi, è soltanto nel secondo ciclo che questo passaggio esprime tutta la sua potenza comunicativa. Utilizzando il lessico tecnico teorizzato dallo stesso McCloud nel successivo Capire il fumetto, i passaggi "da azione ad azione", tipici del genere supereroistico e imperanti nel primo ciclo, vengono sostituiti dai passaggi "da soggetto a soggetto" (per aumentare il coinvolgimento emotivo del lettore) e "da aspetto ad aspetto" (per rallentare il tempo ed evidenziare gli stati d'animo dei personaggi), abitualmente usati (e abusati) nei manga giapponesi. Come dai fumetti nipponici sono presi anche alcuni elementi fortemente iconici, come l'utilizzo frequente delle linee cinetiche e le metafore visive tipiche degli shojo-manga che, circondando di fiori, stelle e luccicosità i personaggi, tendono ad evidenziare il senso di stupore e di ammirazione provato dai protagonisti (un espediente utilizzato nel n. 31 Scontro tra Titani). 
Per riprendere i concetti tecnici sopraccitati oppure tentare un primo approfondimento, si possono recuperare le slide che avevo preparato per il seminario su "Teoria e storia del fumetto" che ho tenuto agli studenti dell'Università del Salento e che potete trovare a questo link. Oppure, meglio ancora, procurarsi direttamente Capire il fumetto.

Ma al di là dei tecnicismi e delle caratteristiche narrative della serie in sé, bisogna sottolineare il fatto che tutte queste innovazioni sono state introdotte in un mercato, quello dei fumetti americani degli anni '80, dominato dai supereroi e dove lo spazio per altri temi e modi di narrare erano davvero minimi, confinati spesso nelle realtà dei prodotti underground e settoriali; un mercato in cui c'era pochissimo spazio per fumetti non autoctoni e dove tutta la produzione estera era ancora quasi del tutto sconosciuta al pubblico di lettori mainstream. L'intuizione di McCloud quindi è stata quella di inserire questi nuovi temi e modi di narrare in una tipica serie di supereroi, spiazzando e allo stesso tempo attuando un'opera di fidelizzazione graduale dei propri lettori, trovatisi davanti a una realtà differente da quella che erano solitamente abituati a interpretare. 


Tavola tratta dal n.35 candidato agli
Eisner Award. Si noti l'uso efficace
dei passaggi da aspetto ad aspetto
Come tutti i grandi cambiamenti, l'attestazione di valore non è stata istantanea e, tenendo conto anche del fatto che durante la sua prima serializzazione Zot! poteva contare solo sulle copie distribuite dalla sua piccola casa editrice indipendente, c'è voluto del tempo prima che si arrivasse a percepire la reale portata delle innovazioni mccloudiane. In quegli anni il concetto di graphic novel introdotto da Will Eisner, con le sue potentissime narrazioni a metà tra biografia e romanzo, non aveva ancora attecchito al di fuori del settore specialistico dei fumettari e il Maus di Spiegelman non aveva ancora sfondato il muro dei preconcetti guadagnandosi il premio "Pulitzer per la Letteratura", ottenuto successivamente nel '92. Ciò nonostante, oltre che di questi giganti dell'arte sequenziale la critica fumettistica si accorgeva anche del valore della serie di McCloud, candidando nel '91 l'albo n.33 Normale come "miglior albo singolo" agli Harvey Award e l'albo n.35 La conversazione agli Eisner Award. Guarda caso sono entrambi episodi incentrati su aspetti raramente trattati nella produzione supereroistica americana: la discriminazione sessuale di genere il primo, le aspettative/decisioni adolescenziali in materia sessuale il secondo. Ma è solo questione di tempo prima che la strada tracciata da McCloud, insieme ad altri fumettisti suoi contemporanei, arrivi a modificare il mercato editoriale dei comic-books, traghettandoci all'attuale situazione in cui, a distanza ormai di più di 20 anni, generi e temi diversissimi tra loro riescono a occupare più o meno ugualmente gli spazi delle librerie dedicate ai fumetti.


La copertina del volume
italiano edito dalla Bao
L'edizione italiana di Zot! (che doveva essere pubblicata tempo fa dalla Black Velvet) è a cura della milanese Bao Publishing ed è ricalcata sull'edizione americana uscita per i tipi della Harper. Comprende tutta la produzione in bianco e nero, lasciando fuori i primi 10 numeri a colori e un paio di spin-off affidati alle matite di Chuck Austen e di Matt Feazell, con la rettifica e la correzione di alcuni piccoli particolari estetici e narrativi, come spiegato dallo stesso McCloud nell'introduzione. In calce a ogni episodio sono anche presenti una serie di illustrazioni e di commenti dell'autore che svelano storie e retroscena legati alla creazione di Zot!, ma anche alle vicende personali vissute dallo stesso McCloud durante la sua serializzazione, nonché alle origini della sua formazione come autore di fumetti: dalla condivisione di idee e progetti col compagno di classe Kurt Busiek (altro gigante del fumetto americano) al rapporto lavorativo/emotivo con l'attuale moglie già "assistente alla trama", alla creazione della Carta dei Diritti degli Autori di Fumetti, nel periodo in cui la serie usciva nelle edicole e nelle fumetterie d'America. In definitiva, questo della Bao è un ottimo volume che non dovrebbe mancare nelle librerie degli appassionati di fumetto; da abbinare magari agli altri volumi teorici di McCloud, uno degli autori più significativi della storia fumettistica dell'ultimo trentennio.

In aggiunta alle storie cartacee, l'autore nel 2000 ha ripreso in mano l'universo di Zot! dedicandogli una nuova storia nel formato del web-comic, una forma spesso utilizzata da McCloud, sempre attentissimo alle nuove potenzialità creative insite nei new media. Uscire dalla griglia imposta dalla tavola cartacea  rettangolare dà la possibilità di sperimentare nuovi metodi di conduzione della lettura, avendo a disposizione uno spazio virtualmente infinito grazie allo scrolling verticale della pagina web visualizzata all'interno dei browser. Ed è quello che fa McCloud, guidando il lettore sullo schermo del PC attraverso una serie di linee guida e di vignette "dilatate", qualcosa che difficilmente si potrà mai leggere su carta. Vedere per credere. È possibile leggere l'episodio, intitolato Hearts and minds, in maniera del tutto gratuita, visitando l'apposita sezione del sito dell'autore.
Mentre l'anteprima del volume italiano di Zot! la potete leggere cliccando qui.

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